Rafforzare un sistema ad alta valenza sanitaria e sociale, adeguandolo agli standard nazionali per garantire maggiore efficienza organizzativa, sempre più sicurezza per i pazienti e un miglioramento delle opportunità di donazione e trapianto.
Sono solo alcuni degli obiettivi della rete regionale donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule della Liguria: "Rafforzarne l’organizzazione significa garantire ai cittadini in lista d’attesa pari accesso alle cure e valorizzare allo stesso tempo il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari – sottolinea l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò –. La riforma rende il tema dei trapianti un obiettivo strategico della sanità ligure, valorizzando il lavoro di medici, infermieri e coordinatori locali che, fino ad oggi, hanno garantito le attività di donazione e procurement spesso con impegno pressoché volontaristico: il numero di potenziali donatori individuati e i trapianti effettivamente eseguiti, infatti, diventano ora obiettivi di budget per i direttori generali e per i coordinamenti locali".
Un traguardo atteso da anni, come ricorda il coordinatore regionale del Centro regionale trapianti, Alessandro Bonsignore: «Quando il dottor Andrea Gianelli Castiglione, che ha creato e guidato il Centro regionale trapianti per oltre vent’anni, mi chiese di subentrare alla guida della “sua” creatura, espresse con forza l’esigenza di un vero sistema e il desiderio personale di vedere finalmente costituita una rete regionale dei trapianti, attesa sin dall’emanazione della legge regionale n. 60/2009. Con la delibera di giunta dello scorso dicembre, a distanza di un anno e mezzo dalla sua prematura scomparsa, posso dire con emozione: ce l’abbiamo fatta. Questo risultato storico – prosegue Bonsignore – è il frutto di un lavoro di squadra durato mesi, che ha visto il Centro regionale trapianti della Liguria collaborare a stretto contatto con il Centro nazionale trapianti, il Nord Italian Transplant Program e la Regione Liguria, per strutturare e adeguare il nostro modello organizzativo agli standard previsti dal Programma nazionale donazione organi».
Il nuovo modello prevede, inoltre, l’individuazione di figure dedicate alla donazione in tutte le sedi di rianimazione e terapia intensiva regionali: ospedale di Sanremo, Imperia, Santa Corona di Pietra Ligure, San Paolo di Savona, IRCCS-AOM di Genova (Villa Scassi, Galliera e San Martino), IRCCS Istituto Giannina Gaslini, ospedale evangelico internazionale, ospedale di Lavagna, ospedale Sant’Andrea della Spezia e ospedale San Bartolomeo di Sarzana.
Alla rete si affiancano inoltre la Fondazione Banca degli Occhi Lions Melvin Jones, i due centri trapianto di cellule staminali emopoietiche, i due centri di procreazione medicalmente assistita e il Registro regionale dei donatori volontari di midollo osseo (IBMDR).
Allo stesso tempo, viene potenziato il coordinamento regionale, articolato nelle funzioni di governance e operative, con l’incremento delle dotazioni di personale medico, infermieristico, biologico e amministrativo, la riorganizzazione dei comitati trapianti, l’individuazione dei medici esperti del procurement (MEP) e il consolidamento delle donazioni a cuore fermo.
"Un sentito e non solo doveroso ringraziamento – conclude Bonsignore – va all’assessore Massimo Nicolò e al direttore generale dell’area salute e servizi sociali, Paolo Bordon, per l’attenzione dimostrata fin dal loro insediamento verso il tema della donazione di organi, tessuti e cellule. Capacità di ascolto e impegno costante che hanno portato all’approvazione di una delibera che rappresenta un passaggio storico per i trapianti in Liguria".
I numeri dei trapianti in Liguria (2023–2025)
L’attività di donazione e trapianto in Liguria mostra un andamento in costante consolidamento negli ultimi anni: nel 2023 sono stati trapiantati 78 organi; nel 2024, 85; nel 2025, 87. Nel 2024 sono state 245 le cornee prelevate, mentre nel 2025 se ne registrano 318. Per quanto riguarda i trapianti di cornee, nel 2024 sono stati 111, mentre nel 2025 116.
I dati confermano un trend di crescita progressiva dell’attività trapiantologica regionale, nonostante la complessità del contesto clinico e organizzativo, e testimoniano l’efficacia delle azioni di rafforzamento della rete, del coordinamento tra le strutture ospedaliere e del lavoro dei professionisti sanitari coinvolti nel percorso di donazione, prelievo e trapianto.















