Albenga si prepara a riflettere sulle ferite del confine orientale con un appuntamento di alto valore storiografico.
Venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 17:00, la Sala del Podestà nella Torre Civica ospiterà la presentazione del volume "Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs". L’autore, Tommaso Piffer, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Udine e già ricercatore ad Harvard e Cambridge, dialogherà con il pubblico partendo da un’imponente ricerca d’archivio. Attraverso documenti inediti italiani e sloveni, il libro getta nuova luce sui mandanti e sulle dinamiche della strage del 7 febbraio 1945, definita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come "il conflitto più torbido avvenuto nel nostro Paese all’interno del movimento di liberazione".
L'evento analizza lo scontro avvenuto alle malghe di Porzûs, dove un commando di partigiani comunisti attaccò la Brigata Osoppo, di orientamento cattolico-liberale, causando la morte di 17 persone. Tra le vittime figurano nomi di grande rilievo simbolico, come il comandante Francesco De Gregori (zio del noto cantautore) e Guido Pasolini, fratello del regista Pierpaolo. Se nel contesto ligure la Resistenza visse tensioni ideologiche tra "Stelle Rosse" e "Badogliani", al confine orientale la situazione fu tragicamente esasperata dall’incrocio tra ideologia socialista e mire espansionistiche jugoslave. L’incontro mira dunque a rileggere Porzûs non come un semplice fatto di frontiera, ma come un crocevia fondamentale per comprendere le tragedie del Novecento europeo e superare le divisioni del passato attraverso la conoscenza.
L'iniziativa è promossa dal Dopolavoro Ferroviario e dal Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà, in collaborazione con il Comune di Albenga, l'ANED di Savona e il Centro Pannunzio di Torino. L'ingresso è libero e, al termine del dibattito, sarà offerta agli intervenuti un’apericena alla presenza dell’autore. Per l’occasione, i visitatori potranno ancora ammirare l’esposizione antologica dello scultore Flavio Furlani, prorogata presso la Torre Civica proprio fino al 23 gennaio. Un'opportunità preziosa per coniugare l'approfondimento storico con l'eccellenza artistica del territorio ingauno.














