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Politica | 20 gennaio 2026, 12:31

Termovalorizzatore, Avs: "Cambiamento della portata dell'impianto fatto senza revisione del Piano rifiuti"

I consiglieri di minoranza evidenziano anche criticità ambientali. Giampedrone: "La portata dell'impianto si riferisce ai dati relativi ai rifiuti prodotti nella nostra regione"

Termovalorizzatore, Avs: "Cambiamento della portata dell'impianto fatto senza revisione del Piano rifiuti"

La strategia regionale sui rifiuti è ancora guidata da pianificazione, dati ambientali e tutela della salute, o sta diventando una risposta alle sole logiche di mercato? E' la domanda che, seppure indirettamente, è stata posta in Consiglio regionale con un'interrogazione presentata da Selena Candia e Jan Casella di Avs.

Il punto da cui parte l'interrogazione è la portata dell'impianto che dovrà essere realizzato sul territorio ligure. La Regione aveva individuato come necessario un impianto di ambito terminale da circa 320.000 tonnellate annue, ritenuto indispensabile per la chiusura del ciclo regionale dei rifiuti. La nuova delibera ha invece ridotto la taglia minima a 220.000 tonnellate annue, senza che nel frattempo, secondo Avs, sia stata adottata alcuna revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti.

Per i firmatari dell’interrogazione, questa riduzione non deriverebbe da una nuova strategia di prevenzione o riduzione dei rifiuti, ma piuttosto dal mancato interesse del mercato verso l’impianto nella configurazione originaria.

Una scelta che, sempre secondo i consiglieri di Avs, segna una sostanziale rinuncia al ruolo di pianificazione pubblica, lasciando ai soggetti privati decisioni strategiche che dovrebbero invece essere assunte sulla base di indirizzi politici e valutazioni ambientali preventive.

Il nodo centrale riguarda proprio il contesto ambientale. La Regione Liguria aveva approvato il riesame ufficiale della classificazione delle zone di qualità dell’aria, sulla base dei dati ARPAL 2020-2024. Il quadro che emerge certifica la presenza, in diverse aree del territorio regionale, di criticità ambientali rilevanti per la tutela della salute pubblica, nonostante alcuni miglioramenti tendenziali. Inoltre la classificazione, spiega Avs, dovrà poi  essere rivalutata alla luce delle soglie più stringenti introdotte dalla nuova Direttiva europea 2024/2881.

"La riduzione della taglia del termovalorizzatore – ha spiegato Candia  -  è intervenuta a pianificazione invariata, senza che risultino mutamenti strutturali negli obiettivi di riduzione dei rifiuti o nella strategia regionale di gestione del ciclo. Questa revisione appare pertanto riconducibile non a una scelta programmatoria autonoma della Regione, bensì al mancato interesse del mercato verso l’impianto nella configurazione originariamente prevista".

"Il piano è stato votato da quest'aula e prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti – ha risposto l'assessore Giacomo Giampedrone - in un range tra 160 mila e 320 mila tonnellate. Dopodiché la giunta regionale ha dato un orientamento per la manifestazione d'interesse che sta dentro quel range e che si riferisce ai rifiuti prodotti dalla nostra regione. Se questa regione ha deciso di chiudere il ciclo dei rifuti lo fa proprio con il nostro piano. Non mi pare andasse bene che il ciclo andaaae bene prima del 2015 quando una Commissione camerale d'inchiesta parlava di gestione arcaica".

Per la chiusura del ciclo dei rifiuti è stata pubblicata una manifestazione d'interesse che dovrà poi portare ad una gara per la progettazione e realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione.

"Mi sembra sia importante capire che una manifestazione d'interesse non può superare la pianificazione regionale ha concluso Giampedrone -  La manifestazione d'interesse non è una gara, è una chiamata ad un interesse potenziale pubblico privato della chiusura del ciclo e che dovrà poi portare alla stesura di un progetto. E' un interesse che deve essere anche in condivisione con il territorio ed è un'altra scelta che abbiamo voluto inserire perché un impianto di quel tipo ha anche bisogno di un accompagnamento territoriale".

Giampedrone ha ricordato poi che, nel 2015 la raccolta differenziata fosse del 30% arrivata a oltre il 60% nel 2025.

Elena Romanato

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