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Attualità | 13 febbraio 2026, 08:37

Nasce SCIE, il primo progetto ligure per salvare il corallo "Madrepora a cuscino"

Università di Genova, WWF e Area Marina Protetta Isola di Bergeggi unite per un pioniere restauro ecologico, il recupero delle reti fantasma e attività per studenti e famiglie

Nasce SCIE, il primo progetto ligure per salvare il corallo "Madrepora a cuscino"

Si chiama "S.C.I.E. Salviamo la Cladocora" ed è il primo progetto in Liguria volto a riportare dove è scomparsa la madrepora Cladocora caespitosa, il cui nome comune è Madrepora a cuscino. Si tratta dell'unico corallo ermatipico del Mediterraneo, cioè di un animale biocostruttore capace di formare vere e proprie strutture sommerse simili alle scogliere coralline tropicali. L’intervento non solo è la prima esperienza in territorio ligure, ma è ancora una novità anche a livello Mediterraneo, dove le operazioni di restauro (allevamento e trapianto in mare) di questa specie sono tuttora in fase sperimentale.

Il progetto riunisce tre partner: il WWF Savona, il DISTAV dell’Università di Genova e l’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi. Partito in questi giorni, durerà fino a marzo 2027 ed è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Progetti territoriali di transizione ecologica”.

S.C.I.E. è un acronimo e le quattro lettere raccontano le azioni che daranno vita al progetto: Sensibilizzazione, Comunità, Innovazione, Educazione.

"Siamo orgogliosi che l’Area Marina Protetta di Bergeggi sia stata individuata quale partner per questo intervento di restauro ecologico dice Davide Virzi direttore AMP - a conferma del fatto che la nostra AMP, oltre ad avere come mission la tutela della biodiversità e la valorizzazione della fruizione sostenibile del mare, è un sito privilegiato per la sperimentazione di importanti attività di divulgazione e di innovativi progetti di ricerca”.

"Sensibilizzazione", attraverso attività gratuite di snorkeling, laboratori di biologia sulle spiagge e materiale divulgativo, il WWF Savona farà conoscere l'importanza di questo corallo endemico del Mediterraneo. Saranno coinvolti gli IAT, gli alberghi e le associazioni del territorio per arrivare a più persone possibili e spiegare quanto questo corallo sia una specie chiave di ecosistemi.

"Comunità", il progetto riunirà le comunità che vivono il mare, perché "salvare la Cladocora non può prescindere da azioni di tutela del suo ambiente, condivise con la cittadinanza", spiega Regina Sozzi, Delegata WWF Italia per la Liguria.

Per questo saranno organizzate due differenti iniziative di "Scienza partecipata" (citizen science). Utilizzando l'innovativa app "Ghost Net Zero", subacquei e pescatori impareranno, grazie a workshop gratuiti a cura di WWF SUB, a segnalare la presenza di attrezzature fantasma: reti e strumenti da pesca abbandonati nei fondali marini. E dalla teoria alla pratica, nell'AMP e dintorni saranno fatte azioni di rimozione.

E ancora, col progetto "Adopt a Beach” i cittadini diventeranno custodi dei litorali: chiamati non solo ad effettuare pulizie delle spiagge ma a raccoglierne i dati qualitativi e quantitativi dell'inquinamento.

Cuore del progetto è l’“Innovazione”, all'Università di Genova spetterà il restauro ecologico, allevando e trapiantando nuove colonie di corallo: “In una prima fase, sarà necessario effettuare dei censimenti visivi in immersione subacquea per definire la condizione generale delle popolazioni di Cladocora caespitosa. Ad oggi non è mai stato fatto un monitoraggio completo della specie nell’Area Marina Protetta, mappando le aree in cui è in buona conservazione e quelle in cui è deteriorata. In una seconda fase, si passerà alle attività di raccolta di alcuni frammenti di corallo dai siti donatori per poi trapiantarli in zone individuate come idonee per il ripristino”, diceMonica Montefalcone, ecologa marina e responsabile del Laboratorio di Ecologia del Paesaggio Marino del DISTAV.

Infine “Educazione”: "Nella mission del WWF c'è il preservare l'ambiente per le generazioni future, per questo non potevamo non coinvolgere le scuole dalla primaria alle superiori con attività gratuite in classe - conclude Sozzi -  il progetto "SCIE: salviamo la Cladocora" pone alla cittadinanza i problemi ma anche le soluzioni per essere attori consapevoli della transizione ecologica in accordo con l'impegno di Fondazione Compagnia di San Paolo”.

Redazione

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