Una vicenda che ha scosso profondamente la Val Bormida, tra sgomento, rabbia e interrogativi ancora senza risposta. Terry e Maia, due cani di razza Amstaff, nati rispettivamente nel 2018 e nel 2020, sono stati trovati senza vita a Carcare. Sulla loro morte indagano i carabinieri, mentre gli esami veterinari e tossicologici dovranno stabilire le cause esatte del decesso e verificare l’eventuale presenza di sostanze narcotizzanti o velenose.
La proprietaria dei due animali, Francesca, oggi residente in Puglia dopo un trasferimento definito "forzato" per motivi di salute e familiari, respinge con decisione le accuse e le ricostruzioni circolate sui social network negli ultimi giorni. "Ho visto tante inesattezze e insulti — spiega — e per questo ho già provveduto a presentare querela".
Un anno e mezzo fa la donna ha lasciato la Liguria. I due cani erano stati temporaneamente affidati ai figli e al genero, con l’obiettivo di portarli successivamente nella nuova residenza. "Prima del mio trasferimento ci siamo rivolti ad associazioni, canili e rifugi — racconta Francesca — senza però riuscire a sostenere i costi richiesti per l’ospitalità degli animali. Da qui la scelta di una soluzione provvisoria".
In prima battuta i cani erano stati portati a Dego, ma la zona, soggetta ad allagamenti durante le violente piogge che hanno colpito la Val Bormida negli ultimi mesi, ha reso necessario cercare un’altra sistemazione. È stato individuato un nuovo spazio, con l’acquisto di box e la costruzione di un recinto più sicuro, con base in cemento e rete elettrosaldata.
"In attesa del completamento di quest’ultima soluzione — spiega — abbiamo individuato un’area temporanea nella zona degli orti a Carcare, in un terreno privato e recintato, con i due cani sistemati in box separati, distanti circa cento metri l’uno dall’altro. Il luogo non era visibile dalla strada e la presenza degli animali era nota solo ai familiari e ai proprietari del terreno".
Secondo Francesca, i figli e il genero passavano molto tempo con i cani, portandoli a passeggiare ogni giorno. "Non erano in un contesto familiare, ma nemmeno i cani da caccia lo sono".
Il fatto è avvenuta sabato scorso. "L’allarme è stato dato dalla proprietaria dell’orto, recatasi sul posto per accudire le galline e sorpresa dai box aperti. Mio genero si è precipitato immediatamente, trovandosi davanti a una scena drammatica: entrambi i cani erano riversi a terra". Erano le 14.30/15. Sono stati mobilitati i carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi, e il servizio veterinario dell’Asl. Domenica, i militari dell’Arma hanno informato il Pubblico Ministero Massimiliano Bolla.
Dai primi accertamenti emergerebbe un quadro particolarmente violento. "I due animali presentavano segni compatibili con coltellate — cinque ciascuno — all’altezza del cuore". Secondo una prima ricostruzione investigativa, i cani sarebbero stati uccisi nello stesso punto e poi riportati nei rispettivi box, dove in uno di questi sono state trovate tracce di sangue.
Le carcasse sono state trasferite prima in una struttura veterinaria a Ceriale, poi all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino e successivamente a Firenze per gli esami tossicologici, che dovranno stabilire se gli animali siano stati avvelenati o narcotizzati prima dell’aggressione. La proprietaria ha presentato denuncia contro ignoti.
"Erano cani con pedigree, circa settanta chili ciascuno, in buona salute. E' stata una mia scelta acquistare madre e figlia — conclude Francesca — e sfido chiunque a entrare lì e uscirne con le proprie gambe se non fossero stati prima immobilizzati".















