Si sta discutendo, a Savona, del progetto annunciato dalla comunità musulmana per l’acquisto di un immobile da destinare a moschea e centro culturale islamico in via Cosseria, nel quartiere di Villapiana. L’iniziativa, promossa dalla Lega Culturale Islamica Italo-Araba e sostenuta da una raccolta fondi lanciata di recente, prevede la realizzazione di uno spazio per la preghiera, la presenza di un imam stabile e anche una scuola privata per i bambini.
Sulla questione interviene il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimo Arecco, che chiede all’amministrazione comunale di valutare attentamente le possibili ricadute urbanistiche e sulla viabilità della zona.
"Non è una questione religiosa, che va rispettata – afferma Arecco – ma di gestione del territorio. Via Cosseria si trova a Villapiana, il quartiere più popoloso della città, caratterizzato da una situazione complessa dal punto di vista della mobilità e della carenza cronica di parcheggi".
Secondo il consigliere di opposizione, l’eventuale insediamento di un luogo di culto capace di richiamare numerosi fedeli, soprattutto in determinate giornate e orari, potrebbe avere conseguenze significative sulla circolazione e sulla sosta nel quartiere. "Occorre capire – prosegue – come verranno gestiti gli afflussi di persone, se esistono spazi adeguati per la sosta delle auto e se sono state previste soluzioni per evitare un aggravio della pressione sul traffico locale".
Arecco pone inoltre l’accento anche sugli aspetti legati alla sicurezza e alla gestione degli spazi pubblici. "Quando si parla di spazi che possono ospitare un numero consistente di persone – sottolinea – è fondamentale che vengano garantiti tutti i requisiti previsti dalle normative in materia di sicurezza, a partire dalle uscite di emergenza, dai sistemi antincendio e dalla capienza massima dei locali. Parliamo di un luogo che potrebbe essere frequentato quotidianamente da molte persone, compresi minori: per questo è necessario che vengano rispettati tutti i criteri di sicurezza e che vi siano controlli chiari e puntuali. È necessario che il Comune verifichi con attenzione tutte le condizioni urbanistiche e di sicurezza. Un centro di questo tipo, con attività religiose, culturali e scolastiche, può comportare una presenza costante di persone e quindi richiederebbe una pianificazione precisa".
Il consigliere chiede quindi che la questione venga affrontata nelle sedi istituzionali. "Chiediamo all’amministrazione di chiarire quali autorizzazioni siano necessarie e se siano stati valutati gli impatti sul quartiere. I residenti devono essere informati e coinvolti".
"Infine, ma non ultimo - conclude Arecco - Il termine scuola privata mi spaventa da docente: cosa significa? Sarà aperto a ragazze e ragazzi con pari dignità, sarà perfettamente allineato con le linee guida nazionali, sarà aperto anche a studenti di ogni credo e religione, sarà controllato e supervisionato dalle istituzioni scolastiche, la didattica non trascurerà l'insegnamento della lingua italiana?"














