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Attualità | 05 aprile 2026, 09:00

Messa in sicurezza della Cava “dei Fossili” di Verezzi, Dacquino: “Indispensabile intervenire”

Il sindaco sui motivi che hanno portato all'intervento, finanziato dal PNRR: “Ci sono rischi che, da seduti, non si vogliono vedere, ma qualcuno opera per prevenire danni”

Messa in sicurezza della Cava “dei Fossili” di Verezzi, Dacquino: “Indispensabile intervenire”

È nota come una realtà con grandi margini di sviluppo. Parliamo della Cava Vecchia, detta anche “dei Fossili”, di Verezzi, dove sono iniziate le operazioni di messa in sicurezza e di riqualificazione finanziate dal PNRR con la somma di 800 mila euro. Una realtà che sorge in uno scenario spettacolare, un luogo in cui, secoli fa, iniziarono le estrazioni della Pietra di Verezzi, conosciuta anche come Marmo rosa di Verezzi, dalle calde tonalità bruno-rossastre.

Verso la fine degli anni Trenta, nel corso di una giornata lavorativa, all’ora di pranzo, improvvisamente la volta della cava crollò senza, fortunatamente, provocare la morte dei cavatori che stavano consumando il cibo all’aria aperta.

"Furono momenti di angoscia e di paura - spiega Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi - subito il suono del disastro per gli abitanti del borgo, polvere, volta crollata e pietre sparse ovunque, poi la cava venne chiusa. Arrivarono la disperazione e il senso di impotenza, la perdita di lavoro e le tante domande: 'Abbiamo osato troppo?', 'È un luogo divenuto pericoloso?'".

Nel tempo, in più di un’occasione, ci si è chiesti se fosse possibile frequentare in sicurezza quel luogo. Nel frattempo, la cava era sempre lì, a un passo da uno dei borghi più belli d’Italia: luogo suggestivo per escursioni e sfide sportive, ma anche custode di memorie umane e geologiche, con i suoi fossili, le tante tracce vegetali e animali e persino palcoscenico naturale per spettacoli teatrali.

Chi la visitava per un’escursione o un’arrampicata probabilmente non si poneva troppe domande sulla sicurezza, salvo considerare con qualche trepidazione l’incombenza di certi massi, affascinanti nel loro aspetto precario, ma sicuramente precari - continua il sindaco - mentre chi amministrava avrebbe voluto coniugare bellezza, fascino, mistero, natura e sicurezza ma non disponeva delle risorse necessarie. Era però indispensabile intervenire: la constatazione della sempre più numerosa affluenza di visitatori, coniugata alla volontà di rendere fruibile un tale 'gioiello di famiglia' e alla consapevolezza dell’incalzante peggioramento della situazione per quanto concerne la sicurezza, hanno costituito una pungente motivazione e un improrogabile dovere amministrativo".

Ed è stata proprio l’amministrazione Dacquino a muoversi per ottenere un finanziamento finalizzato al consolidamento e alla messa in sicurezza idrogeologica del movimento franoso nella località.

Con il decreto del Ministero dell’Interno dell’8 gennaio 2022, in applicazione del comma 139 dell’articolo 1 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, è stata disposta l’attribuzione ai comuni, per gli anni dal 2023 al 2025, di specifici fondi per investimenti destinati a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, per un importo pari a 550 milioni di euro per ciascun anno. È stata quindi confermata l’assegnazione al Comune di Borgio Verezzi del contributo complessivo pari a 800.000 euro (di cui 40.000 euro per la progettazione) per l’intervento di “Lavori di consolidamento e messa in sicurezza idrogeologica del movimento franoso in Località Cava dei Fossili, sito nel territorio della frazione di Verezzi”.

"Questo è un risultato importante per tutta la comunità e per quanti frequentano la zona. Un lavoro di messa in sicurezza basato su un progetto dettagliato che tutela il territorio - sottolinea il primo cittadino - tutti i materiali, i blocchi a rischio caduta, opportunamente trattati e posizionati, devono restare sul posto per consentire alla natura, con i suoi tempi, di riprenderne possesso, prevenendo rischi e danni per l’essere umano senza distruggere".

Attualmente i lavori sono sospesi per il rispetto di alcune specie animali presenti in zona; riprenderanno per la fase finale dal primo agosto e le previsioni tecniche indicano un ulteriore bimestre di lavoro. Recentemente, però, non sono mancate le critiche (in particolar modo sui social): "Ci sono opere che piacciono subito, altre che richiedono tempo, ci sono rischi che tutti, da seduti, non vogliono vedere e non valutano. Ci sono voci che strepitano congetture irrazionali - conclude Dacquino - poi qualcuno, con senso del dovere, non si gira dall’altra parte e opera per prevenire danni alle cose e alle persone, valorizzando la bellezza che c’era e ci sarà".

Roberto Vassallo

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