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Attualità | 09 aprile 2026, 10:03

Rigassificatore di Piombino, il WWF sul piede di guerra: "Non va prorogato, è dannoso per economia e sicurezza del territorio"

Sabato nella cittadina toscana è in programma una manifestazione contro l’impianto

Rigassificatore di Piombino, il WWF sul piede di guerra: "Non va prorogato, è dannoso per economia e sicurezza del territorio"

"Il rigassificatore nel porto di Piombino non è necessario per il fabbisogno energetico nazionale ed è assolutamente dannoso per l’ambiente e per la stessa economia del territorio, senza considerare gli evidenti rischi alla salute e sicurezza della comunità locale. Al di là della mancata ottemperanza di SNAM agli impegni presi con la Regione, grave in sé, prorogare l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) sarebbe comunque un errore, come evidenziano anche le osservazioni che il WWF ha recentemente presentato". È con questo spirito che il WWF di Piombino parteciperà alla manifestazione contro l'impianto che si terrà sabato nella cittadina toscana.

"Il problema a livello nazionale non sono le infrastrutture per il gas liquido, ininfluenti sulla crisi energetica del 2022 - le due navi rigassificatrici sono diventate operative anni dopo- il problema è il gas, dal quale siamo dipendenti, che oggi costa molto e che ha grosse difficoltà di approvvigionamento a causa della guerra. A livello nazionale, le infrastrutture per il gas (sia via tubo sia con i rigassificatori attivi prima del 2022) risultavano infatti assolutamente sufficienti (per non dire ridondanti) a soddisfare la domanda interna come peraltro aveva già evidenziato in tempi non sospetti la “Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2021 della Presidenza del Consiglio dei ministri - Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica” secondo cui, anche in caso di totale interruzione delle importazioni dalla Russia, il sistema sarebbe stato in grado di stare in piedi senza problemi. Peraltro, quell’analisi non teneva neanche conto dell’importante calo dei consumi di gas naturale che si è verificato negli ultimi anni come evidenzia il passaggio dai 76,4 miliardi di metri cubi del 2021 ai 63,1 miliardi metri cubi del 2025 attestato dai dati ufficiali MASE". 

"Un calo che dovrebbe proseguire in modo ancora più netto nei prossimi anni, anche per il processo di decarbonizzazione necessario contrastare il cambiamento climatico: se si dovessero infatti sviluppare tutte le fonti rinnovabili necessarie per conseguire i target del Fit for 55 e REPowerEU, nel 2030 arriveremmo a consumare meno di 50 miliardi di metri cubi/anno di gas naturale, ritrovandoci con una serie di infrastrutture gas totalmente sottoutilizzate, ossia inutili e oltremodo costose che i cittadini italiani sarebbero chiamati a pagare salatamente", aggiungono dal WWF. 

2Il gas naturale non può essere considerato in nessun modo una fonte a basse emissioni climalteranti: il gas naturale è infatti costituito principalmente da metano, un gas serra con potere climalterante fino a 83 volte superiore a quello della stessa anidride carbonica motivo per cui la comunità scientifica internazionale ritiene debba essere abbandonato quanto prima. Una volta bruciato, il gas rilascia anidride carbonica: il fattore di emissione CO₂ del metano equivale a circa 2,75 kg CO₂ per m³ di gas naturale bruciato". 

"Se si vuole puntare alla reale sicurezza energetica del nostro paese occorre smettere di investire sulle costose e inquinanti fonti fossili e sulle annesse infrastrutture ma invece puntare in modo deciso e convinto sulle fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico in primis), su diversificati e sempre più performanti sistemi di accumulo, sulle interconnessioni e sull’implementazione della rete elettrica. Mai come oggi le fonti rinnovabili si confermano “energie per la pace”, in totale contrapposizione con le fonti fossili che sono nemiche del clima e creano dipendenza economica e politica", conclude il WWF. 

Redazione

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