Come un orologio svizzero, o forse "puntuale come i debiti" come cita un famoso detto popolare, è arrivato l'avviso della Tari per il 2026. Più il conguaglio.
Ma, al di là dell'ironia del detto popolare, utilizzato in modo ironico per indicare una scadenza o una persona che si presenta esattamente nel momento previsto - proprio perché le scadenze di pagamento e i debiti non mancano mai all'appuntamento - monta la rabbia dei savonesi per una tassa che quest'anno, secondo quanto dichiarato dal Comune, raggiunge una media di aumento del 3,9% ma che per alcuni cittadini, calcolando tutte le voci in questione, ha una percentuale ben più alta, anche a due cifre. E sono molti i savonesi che si chiedono se alla tariffa della Tassa sui rifiuti corrisponda un servizio adeguato.
La cifra della Tari per il 2026, che deve coprire il costo di igiene urbana, comprensivo di voci che vanno dalla raccolta e smaltimento in discarica allo spazzamento, è stata deliberata dalla giunta lo scorso anno. Per calmierare l’impatto dell’aumento, il Comune ha stanziato in bilancio 757mila euro di risorse proprie (80mila euro in più rispetto allo scorso anno) destinate a sostenere le fasce più deboli (nuclei con ISEE fino a 9.530 euro) attraverso un sistema di esenzioni e ad agevolare il commercio, soprattutto le categorie su cui la tassa pesa di più. Il Comune utilizza inoltre il risparmio previsto con l'introduzione del bonus sociale rifiuti per circa 90mila euro, per ulteriori agevolazioni. Infatti, il bonus prevede una riduzione del 25% per le fasce minime Isee ma il Comune ha già stabilito per queste ultime la copertura dell'esenzione totale con le risorse stanziate in bilancio.
“Per il costo della Tari - spiega l'Assessore al Bilancio Silvio Auxilia – bisogna considerare gli effetti di inflazione, e di aumento dei costi generali. Poi va considerato il cosiddetto 'Bonus Meloni' che ha introdotto l'esenzione del 25% per le fasce minime di reddito che però non è stato finanziato del governo ma va a pesare sugli altri contribuenti con le componenti perequative di sei euro a contribuente a prescindere dal numero di componenti del nucleo familiare e dei metri quadri dell'alloggio. Ma le fasce Isee basse sono già state esentate dal Comune con partite correnti come finanziamento. L'aumento poi va calcolato al netto di voci come le componenti perequative".
La Tari comprende anche la Tefa (acronimo di Tributo per l'Esercizio delle Funzioni di tutela, protezione e igiene dell'Ambiente), il 5% della tassa sui rifiuti che va alla Provincia.














