Il Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno (entrato a far parte della costituente di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico voluto dal generale ed europarlamentare Roberto Vannacci) mette nel mirino la convocazione del prossimo 16 aprile, definendo la fusione APS "un progetto squilibrato a favore di Savona" e menzionando "ricche consulenze affidate a un ex consigliere comunale leghista privo di qualsiasi esperienza nel settore idrico".
Giovedì 16 aprile, alle 19:30, il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ha convocato, su richiesta dell'assessore regionale con delega al ciclo delle acque Paolo Ripamonti (Lega), una riunione per accelerare il processo di fusione delle società pubbliche dell'acqua del savonese in Acque Pubbliche Savonesi (APS). Una convocazione che il Movimento definisce "selettiva, blindata, scandalosa": sono stati invitati solo i legali rappresentanti delle tre società e quattro sindaci scelti - Savona, Loano, Borghetto Santo Spirito e Alassio - mentre i sindaci degli altri 27 Comuni soci risultano deliberatamente esclusi. "Non una dimenticanza", contestano nel comunicato, "ma una scelta politica precisa."
Ai Comuni esclusi si vorrebbe imporre di rinunciare a una garanzia espressamente prevista dal Codice Civile: la nomina di un esperto indipendente da parte del Tribunale per verificare la corretta attribuzione delle quote nella fusione. "Rinunciare a questo controllo non è un atto tecnico: è un atto politico gravissimo", si legge nel testo, che fa ricadere "sui singoli consiglieri comunali la piena responsabilità erariale delle decisioni assunte."
Il progetto di fusione, secondo il Movimento guidato da Vannacci, è strutturato in modo da consegnare al Comune di Savona - amministrato dal Partito Democratico - la maggioranza nel consiglio di amministrazione di APS e il potere di nomina del direttore generale, nonostante Savona detenga il 30% del capitale sociale. I Comuni del Ponente savonese, soci di Servizi Ambientali e Servizi Comunali Associati (SCA), si troverebbero così "completamente subordinati al volere del sindaco di Savona di turno." Un'operazione che il Movimento giudica "squilibrata e inaccettabile", che "sacrifica decine di comunità locali sull'altare di un accordo confezionato a tavolino."
Resta aperta una domanda politica di fondo, sottolinea il Movimento di destra: "Cosa spinge Ripamonti, esponente della Lega, a farsi paladino di un progetto che, a giudizio del Movimento, premia così platealmente il sindaco di centrosinistra Marco Russo? Cosa si cela dietro questo inciucio tra centrodestra e sinistra? - si chiede il comunicato - Sul piano della coerenza politica, questa posizione è semplicemente incomprensibile. A meno che non si cerchi la spiegazione altrove."
Molto dura la presa di posizione del Movimento: "APS, tramite il proprio presidente (figura di nomina politica riconducibile al Comune di Savona) fin dal 2022 ha affidato ricchi incarichi di consulenza ad Alberto Marabotto: ex consigliere comunale savonese della Lega, amico personale dell'assessore Ripamonti e soggetto del tutto privo di qualsiasi esperienza nel settore idrico. Il totale degli incarichi supera oggi i 150.000 euro, denaro pubblico, soldi dei cittadini. Tiriamo le somme: da un lato, un progetto di fusione che il centrodestra regala la gestione dell'acqua pubblica in tutta la Provincia di Savona alla sinistra ossia al PD. Dall'altro, consulenze da 150.000 euro affidate a un leghista, amico personale dell'assessore che quel progetto lo sostiene".
Il Movimento Indipendenza in Futuro Nazionale chiede "risposte chiare e immediate" a Ripamonti, al presidente della Provincia Olivieri e a tutti i sindaci coinvolti. "I cittadini del savonese hanno il diritto di sapere chi decide, in nome di chi e a vantaggio di chi." E chiude: "La gestione dell'acqua pubblica non è merce di scambio. Questo noi non lo permetteremo."














