“In Liguria non serve un inceneritore per bruciare i rifiuti. Servono impianti efficienti per il trattamento intermedio, una raccolta differenziata adeguata e il potenziamento dell’economia circolare in modo da ridurre al minimo gli scarti. Invece la giunta Bucci rinuncia a gestire il ciclo dei rifiuti e affida l’opera ai privati. Chiediamo alla Regione di annullare il bando e di trovare soluzioni più adatte al nostro territorio”
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS, attaccano l’amministrazione regionale dopo l’annuncio che entro il prossimo 15 aprile sarà pubblicato il bando per realizzare un termovalorizzatore in Liguria.
“Su una materia vitale per il futuro della nostra terra, Bucci rinuncia a qualsiasi indicazione di interesse pubblico e lascia alle imprese ogni tipo di decisione sull’impianto da costruire: il luogo, il dimensionamento, la tipologia. È un segnale di resa davanti a un problema che potrebbe diventare un’opportunità per la Liguria. Lo abbiamo spiegato bene nella nostra proposta di legge sull’economia circolare, che abbiamo già presentato a Genova e in Val Bormida, con ottimi riscontri da parte dei cittadini, e che continueremo a portare in tutta la regione. Un altro modello di sviluppo è possibile, senza dover bruciare i rifiuti”, dichiara Selena Candia.
“Siamo contrari agli inceneritori in generale e lo siamo ancora di più perché il centrodestra vuole realizzarlo in Val Bormida, dove salute e ambiente sono già stati massacrati da decenni di industrializzazione selvaggia. La Regione deve smetterla di trattare la Val Bormida come se fosse la pattumiera della Liguria: i valbormidesi non sono cittadini di serie B. Andando avanti con questa procedura, Bucci si assume una responsabilità gravissima: andare allo scontro frontale con le comunità locali che hanno già espresso chiaramente la loro contrarietà a questo progetto. Se il presidente ritiene davvero che questo impianto sia la scelta giusta per la collettività, allora organizzi un referendum per chiedere alla gente che cosa ne pensa. Noi accetteremo il risultato. E lui è disposto a fare altrettanto?”, attacca Jan Casella.













