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Politica | 14 aprile 2026, 18:05

Ceneri a Bragno, interrogazione di Avs in Regione. L'udienza in tribunale slittata a luglio

Il partito di opposizione chiede la costituzione di parte civile sul caso. Giampedrone: "Udienza rinviata; siamo pienamente nei termini per poter fare questo tipo di azione"

Ceneri a Bragno, interrogazione di Avs in Regione. L'udienza in tribunale slittata a luglio

Il caso del deposito di rifiuti nel capannone della Ecocem a Bragno, nel comune di Cairo Montenotte, torna al centro del dibattito politico e ambientale. 

Avs ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, illustrata da Jan Casella, con cui il gruppo consiliare di opposizione chiede alla Regione se intende costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario sul caso e se intende procedere ad accertamenti puntuali per verificare il rispetto dei parametri ambientali nell’area interessata dal deposito delle ceneri e la sicurezza dell’area. 

“Abbiamo presentato questa interrogazione – dice Jan Casella – con l’aiuto della consigliera comunale cairese Giorgia Ferrari, per capire la posizione della Regione nel processo. Nel 2022 i carabinieri hanno individuato irregolarità nel deposito di rifiuti in questo sito, dove risultava stoccata una quantità sei volte superiore rispetto a quella autorizzata”

Gli inquirenti hanno indicato come parti offese il Ministero dell’Ambiente, la Regione Liguria, la Provincia di Savona e il Comune di Cairo. Da qui la domanda se Regione Liguria intenda costituirsi parte civile.

“Rispondo all’interrogazione in modo parziale – spiega l’assessore regionale al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone – perché in questa Regione abbiamo diviso le competenze tra assessore all’Ambiente e assessore ai Rifiuti. So che è una cosa anomala, ma l’ha scelta il presidente Bucci e dobbiamo capire che ci sono i risvolti ambientali che lei ha chiesto, che sono competenza della pianificazione dei rifiuti. Al momento la Regione non è costituita, ma l’udienza è rinviata a luglio 2026, quindi siamo pienamente nei termini per poter fare questo tipo di azione, sarà modo della giunta poter riferire rispetto a questa azione. Riguardo alle verifiche dei parametri ambientali, vi invito a portare a conoscenza l’assessore Ripamonti di questo quesito e a farglielo avere in forma scritta”

“Anche oggi, come la settimana scorsa – dice Casella – l’assessore Ripamonti era assente al momento di rispondere alla nostra interrogazione”

La vicenda delle ceneri nel capannone di Bragno, iniziata nel 2022 con gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova, riguarda presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti all’interno dell’impianto. Secondo una nota inviata alla Provincia di Savona dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, gli accertamenti effettuati da un consulente tecnico incaricato dalla Procura avrebbero evidenziato il mancato rispetto delle autorizzazioni rilasciate alla società. Durante un sopralluogo sarebbe emerso che nel capannone erano depositati circa 27.100 metri cubi di rifiuti, una quantità sei volte superiore rispetto ai 4.500 metri cubi autorizzati.

Di fronte a questa situazione, con provvedimento dirigenziale del 28 luglio 2022 la Provincia aveva diffidato Ecocem a rimuovere i rifiuti eccedenti. L’operazione, tuttavia, non è stata possibile per la presenza di un sequestro preventivo del sito, rimasto in vigore fino al 5 marzo 2025. Anche dopo la cessazione del sequestro, nonostante i solleciti della Provincia, la società non avrebbe ottemperato alle prescrizioni. Per questo motivo l’ente provinciale, con un nuovo atto dirigenziale del 16 ottobre 2025, ha deciso di revocare le autorizzazioni ambientali rilasciate alla ditta e di procedere all’escussione della fideiussione di circa 479 mila euro, depositata nel 2020. 

La presenza del materiale nel capannone di Bragno ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, sia per il timore di una possibile tossicità dei rifiuti sia per le condizioni del deposito, considerato facilmente accessibile e privo di sistemi di controllo adeguati. Il tema è arrivato anche in Consiglio comunale a Cairo Montenotte, dove il gruppo consiliare Cairo in Comune ha presentato due interrogazioni, nel novembre 2025 e nel marzo 2026. 

La vicenda ha inoltre radici più lontane. Nel febbraio 2019 Ecocem aveva presentato alla Regione Liguria un progetto per l’ampliamento del capannone, finalizzato ad aumentare i quantitativi di rifiuti trattati, includendo anche le ceneri leggere (fly ash) provenienti da termovalorizzatori di rifiuti urbani, classificate come rifiuti pericolosi. Durante l’istruttoria, tuttavia, il progetto era stato giudicato inammissibile, poiché il recupero configurava un’attività di “End of Waste” non autorizzabile. 

La pratica era stata poi archiviata nel dicembre 2020 dopo la rinuncia della società all’utilizzo di quel tipo di rifiuto. Intanto il procedimento giudiziario prosegue. Lo scorso 3 dicembre, il Tribunale di Genova ha notificato alle parti l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare nei confronti degli amministratori di Ecocem. 

Le contestazioni riguardano i reati di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” e “gestione di rifiuti non autorizzata”.

Elena Romanato

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