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Politica | 17 aprile 2026, 16:35

Affitti brevi, la proposta di AVS: "In Liguria è arrivato il momento di mettere un freno, aumentare le case a disposizione dei residenti"

Presentato oggi il disegno di legge della capogruppo Candia. Nessuna limitazione per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico già attivi. Il testo sarà discusso in Consiglio Regionale

Affitti brevi, la proposta di AVS: "In Liguria è arrivato il momento di mettere un freno, aumentare le case a disposizione dei residenti"

“Il fenomeno degli affitti brevi ha assunto dimensioni impressionanti in Liguria, sia nel centro di Genova sia nelle Riviere. L'elevata redditività della locazione turistica rispetto a quella residenziale ha spinto una quota crescente di proprietari immobiliari a sottrarre alloggi al mercato abitativo di lungo periodo, riducendo l'offerta e alimentando la pressione sui canoni d’affitto, a danno delle famiglie con redditi più bassi. In Liguria è arrivato il momento di mettere un freno a questa tendenza, per difendere il diritto dei liguri ad abitare nella nostra regione. Per questo abbiamo presentato una proposta che tuteli i residenti nelle zone a forte afflusso di visitatori, senza danneggiare il turismo esistente”

Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, ha presentato questa mattina a Genova la proposta di legge regionale per regolare gli affitti brevi e favorire le locazioni destinate ai residenti (in allegato il disegno di legge in versione integrale).

“Il punto cardine della nostra proposta riguarda la possibilità, per i Comuni, di individuare aree del loro territorio in cui limitare o bloccare il rilascio di autorizzazioni per l’avvio di locazioni brevi. Attraverso la collaborazione con un apposito Osservatorio regionale per monitorare il fenomeno, le amministrazioni locali potranno quantificare gli effetti degli appartamenti ammobiliati a uso turistico sulla disponibilità abitativa, sulla residenzialità stabile e sulla sostenibilità territoriale dei flussi turistici. In base a questa analisi, gli enti comunali potranno individuare ambiti dei loro territori caratterizzati da criticità abitativa o pressione turistica significativa su cui applicare queste limitazioni”, spiegano la capogruppo Selena Candia e il consigliere regionale Jan Casella.

“In particolare, sono previste due modalità di intervento. La prima comporta l'assoggettamento dell'avvio di nuove locazioni brevi al rilascio di un’autorizzazione comunale, di durata non superiore a cinque anni, rinnovabile. La seconda, più incisiva, consente la sospensione temporanea del rilascio di nuove autorizzazioni nelle zone individuate, per una durata massima di 24 mesi, rinnovabile per una volta. Questi provvedimenti potranno essere presi dai Consigli Comunali dopo avere riscontrato valori anomali su una serie di indicatori: rapporto posti letto turistici per abitante, variazione dei canoni abitativi nel triennio precedente, incidenza delle locazioni brevi sul patrimonio residenziale, variazione della popolazione residente, presenze turistiche annue rispetto alla popolazione residente”, sottolineano i consiglieri regionali di AVS.

“Il disegno di legge è articolato e permette ai Comuni altre forme di intervento per tutelare l’edilizia destinata ai residenti. Il nostro provvedimento non intende in alcun modo limitare le attività esistenti, ma porre un freno a un processo che sta allontanando le persone dalla nostra terra. A Genova, tra ottobre 2023 e ottobre 2024, i canoni di locazione sono aumentati dell'11%, mentre le abitazioni non occupate raggiungono sono il 13,5% del totale, pari a circa 44 mila unità. Il progressivo svuotamento del centro storico dalla residenzialità stabile a favore di un uso prevalentemente turistico del patrimonio abitativo è fatto documentato, che ha suscitato iniziative di protesta da parte di comitati di residenti. E lo stesso fenomeno interessa già da tempo i centri rivieraschi. L’esigenza di una riforma è condivisa da moltissime amministrazioni comunali, di ogni colore politico. La giunta Bucci dovrebbe ascoltare la richiesta di aiuto che arriva dal territorio. Il Consiglio delle autonomie locali della Liguria ha dato parere favorevole a questa proposta con 25 voti favorevoli su 26, con una maggioranza schiacciante”, ricordano Selena Candia e Jan Casella.

Il fenomeno in cifre

Secondo l’Osservatorio Turistico Regionale, a novembre 2025 in Liguria c’erano 39.099 appartamenti ammobiliati a uso turistico, per un totale di circa 160 mila posti letto. La provincia col maggior numero di AAUT è quella di Savona, con 12.165 unità. La stessa provincia di Savona ha il record per gli affitti residenziali più cari della Liguria, con un prezzo di 13,6 euro a metro quadro al mese (per una casa di 50 metri quadrati, si paga in media un affitto di 680 euro al mese). Nel 2025, in Liguria i canoni residenziali sono aumentati del 4,9%, mentre in provincia di Genova, nel periodo tra ottobre 2023 e ottobre, sono cresciuti dell’11%. A Genova ci sono circa 44 mila abitazioni non occupate, pari al 13,5% del totale. Nel 2025, gli affitti turistici hanno portato un introito diretto di 606 milioni di euro in Liguria, con un PIL indotto stimato in circa 3 miliardi di euro.

Redazione

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