Savona dice addio a Pietro “Piero” Vacca, 94 anni, figura molto conosciuta e stimata in città, punto di riferimento del Gruppo MBVM STV Vanni Folco e MOVM GM Giuseppe Aonzo di Savona dell’ANMI, l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Con lui se ne va non solo un marinaio, ma un pezzo di storia vissuta e raccontata, un archivio umano di memorie che attraversano il Novecento.
Vacca era noto soprattutto al mondo portuale savonese, dove aveva lavorato come pesatore, ma la sua identità andava ben oltre la professione. Sportivo appassionato e maestro di arti marziali, era cintura nera 4° Dan di Karate Shotokan. Nel corso degli anni aveva formato numerosi giovani, accompagnandoli nei primi passi sul tatami e ricoprendo anche il ruolo di arbitro nazionale e internazionale. Un insegnante rigoroso e appassionato, capace di trasmettere disciplina e rispetto.
A ricordarlo sono proprio i compagni dell’ANMI savonese, che lo descrivono come una “colonna portante” dell’associazione: presenza costante alle manifestazioni finché la salute glielo ha consentito, sempre partecipe anche quando la vista, negli ultimi anni, gli aveva tolto la possibilità di essere fisicamente presente. “Non faceva mai mancare il suo sostegno”, raccontano, sottolineando una dedizione che non si è mai spenta.
La sua vita militare resta uno dei capitoli più significativi del suo percorso. Arruolato nella Marina Militare tra il 1951 e il 1953, Vacca fu imbarcato come marinaio cannoniere dopo un brillante corso di abilitazione, concluso con il secondo posto su 38. Servì su unità storiche come Nave Andrea Doria, Nave Carabiniere e Nave Altair, partecipando anche alla missione in Somalia durante l’Amministrazione Fiduciaria Italiana sotto egida ONU.
Proprio a quel periodo risale uno dei racconti che più amava condividere: quello del cucciolo di leone ricevuto in dono e portato a bordo dell’Altair, poi affidato allo Zoo di Roma e divenuto, secondo la tradizione orale dei marinai, anche una curiosità utilizzata nel cinema dell’epoca.

La sua vita era segnata anche da un episodio drammatico scampato per caso: da giovane evitò l’esplosione della Galleria Valloria dell’8 maggio 1945, che costò la vita a 86 persone. Un destino che lo aveva visto deviare all’ultimo momento, fermandosi a osservare i palombari al lavoro nel porto.
Uomo colto, lettore instancabile, memoria vivente di Savona e delle sue trasformazioni, Vacca era considerato dai suoi compagni un testimone prezioso di un’epoca che non esiste più. “Ci mancheranno i suoi racconti di una Marina e di una Savona che non ci sono più”, scrivono i commilitoni, salutandolo con affetto e riconoscenza.
Nel commiato, il mondo dei marinai lo accompagna idealmente con la tradizionale Preghiera del Marinaio, affidandolo simbolicamente al mare che ha segnato tutta la sua vita. “Buona navigazione nei Mari Celesti, marinaio”, è l’ultimo saluto. Savona perde un uomo, ma conserva la sua storia.





























