È tornato a casa e ad accoglierlo nel campo sportivo dei Piani d'Invrea ha trovato tutti i suoi amici e compagni di squadra del Celle Varazze.
Il varazzino Manuel Zuddas ieri ha compiuto quindici anni e tutti lo hanno stretto in un grande abbraccio per festeggiare il giovane che aveva rischiato di morire se sua madre Loredana Anoliero non lo avesse salvato. Un festeggiamento avvenuto proprio il giorno della festa della mamma. Se non è un segnale poco ci manca.
Nel 2018 aveva salvato con il massaggio cardiaco suo marito Eugenio Zuddas e a fine marzo invece proprio suo figlio Manuel.
Il suo cuore aveva smesso di battere all'improvviso appena andato a letto a causa di un'infezione.
"Ho sentito un rantolo e pensavo avesse il computer acceso, sono andata per spegnerlo e lo vedevo nel letto che andava a scatti. Quando l'ho girato era nero in faccia e ansimava, girava gli occhi e ha smesso poi di respirare - aveva raccontato la mamma - Non ho esitato un attimo, ho chiamato il 118 e ho cominciato a fare il massaggio.
'Manuel non mi mollare' gli urlavo".
L'operatrice del 118 poi al telefono le spiegava come comportarsi.
"E' stata bravissima l'operatrice, mi ha dato il tempo e sono andata avanti per 11 minuti e 38 secondi, poi mi sono sentita citofonare alla porta e i medici si sono occupati di lui. Lo hanno defibrillato e al terzo tentativo ha ripreso a battere autonomamente. Si è svegliato in Rianimazione 4-5 giorni dopo e il resto chiaramente lo hanno fatto i professionisti all'ospedale San Paolo" aveva continuato la donna che lavora al supermercato "Il Gabbiano" a Savona nel reparto gastronomia.
Poi il ragazzo era stato trasportato all'ospedale Gaslini di Genova ed è ricoverato in semi intensiva.
E la solidarietà e la vicinanza nei suoi confronti e della sua famiglia è stata incredibile. Tra striscioni, maglie con dedica (Manuel gioca a calcio nel Celle Varazze. ndr) e gesti d'affetto.
"60 ragazzi sono venuti al Gaslini, hanno riempito un treno. Poi gli striscioni, dai pulcini alla prima squadra del Celle Varazze con la scritta sulla maglia 'Manuel lottiamo insieme a te'. Mai vista una cosa del genere, questo ci insegna che c'è anche un'umanità - aveva concluso - CI è stato tanto vicino anche il sindaco Pierfederici, il Comune mi ha sempre aiutato con mio figlio grande e con Manuel, l'assistente sociale Giorgia Pisani mi ha sempre chiamato, la società, al lavoro, tutte le persone che mi hanno incontrato, gli ospedali, il dottor Alessandro RImini. Una solidarietà pazzesca, indescrivibile".
Ieri poi la grande festa e il saluto della società neo promossa in Serie D: "Bentornato Manuel".
















