Non si è trattato di una visita istituzionale come le altre quella effettuata l’altro ieri dal vicesindaco Alessandra Garra alla mensa della scuola secondaria di primo grado di Millesimo. Niente tavolo separato, né strette di mano a distanza di sicurezza: questa volta l’amministrazione ha scelto la via più semplice e, forse, anche la più efficace, sedersi direttamente tra i banchi… della mensa.
Un sopralluogo a sorpresa – con tanto di pranzo condiviso con gli studenti – che rientra nelle attività periodiche di monitoraggio del servizio di ristorazione scolastica. Un modo diretto per osservare la qualità dei pasti, ma anche per ascoltare sul campo le impressioni dei ragazzi, spesso più sinceri di qualunque report ufficiale.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro portato avanti in sinergia con la Commissione Mensa e con l’Istituto Comprensivo “Lele Luzzati”, con l’obiettivo dichiarato di mantenere alti gli standard del servizio e consolidare un dialogo costante con la ditta appaltatrice. Tradotto: controllare, migliorare e – quando serve – aggiustare il tiro.
Ma non si tratta solo di verifiche e protocolli. Uno dei punti cardine dell’amministrazione resta infatti la valorizzazione della filiera corta. Nel menù scolastico, sempre più spazio viene dedicato a prodotti a chilometro zero, con l’idea di unire qualità alimentare e legame con il territorio. Una scelta che non è solo gastronomica, ma anche educativa: insegnare ai più giovani da dove viene ciò che mangiano.
Tra un vassoio e una chiacchiera, il sopralluogo ha così assunto i contorni di una piccola fotografia della scuola “reale”, quella fatta di quotidianità, appetiti variabili e giudizi senza filtri. Perché, in fondo, la mensa è uno dei luoghi più sinceri della vita scolastica: se il piatto convince, lo si capisce subito. Se non convince… anche. E in questo caso, la presenza diretta dell’amministrazione sembra voler dire proprio questo: la qualità non si dichiara soltanto, si assaggia.















