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Attualità | 08 agosto 2026, 20:21

Cairo riscopre il Rione San Donato: "Così la città ritrova le sue radici"

Al Santuario della Madonna delle Grazie la Messa con il vescovo Testore e la scoperta della nuova targa. L’intitolazione, approvata dalla Giunta Lambertini il 22 luglio, restituisce alla toponomastica un nome legato alla storia e alla memoria di generazioni di cairesi

Cairo riscopre il Rione San Donato: "Così la città ritrova le sue radici"

Una targa, un nome antico e una storia che torna a essere visibile. Al Santuario della Madonna delle Grazie, alla presenza del vescovo di Acqui, monsignor Luigi Testore, dell’Amministrazione comunale di Cairo Montenotte e di numerosi cittadini, si è celebrato un momento destinato a segnare il rapporto della comunità con le proprie radici.

La giornata è iniziata con la Santa Messa in onore di San Donato, celebrata insieme a Frate Francesco e don Massimo. Poi la scoperta della targa che restituisce alla città la denominazione di "Piazzetta Rione San Donato", intitolazione approvata dalla Giunta comunale lo scorso 22 luglio.

Un atto amministrativo, ma soprattutto un gesto di memoria.

San Donato appartiene infatti alla storia più antica del territorio ed è profondamente legato a questa parte della città e alla memoria di generazioni di cairesi. Una denominazione rimasta nel patrimonio della comunità anche quando, con il passare degli anni, aveva progressivamente perso la sua presenza ufficiale nella toponomastica.

La nuova targa prova ora a ricucire quel legame. Non si tratta soltanto di indicare una piazza, ma di rendere nuovamente riconoscibile un pezzo di storia locale.

"Con questa intitolazione abbiamo voluto recuperare e rendere visibile una memoria che, con il trascorrere del tempo, rischiava di andare perduta", è il senso dell'iniziativa promossa dall'Amministrazione comunale.

Da oggi il Rione San Donato torna dunque ufficialmente nella toponomastica di Cairo Montenotte. Un piccolo intervento, senza grandi trasformazioni fisiche, ma con un valore simbolico preciso: ricordare che i luoghi non sono soltanto strade e piazze, ma anche nomi, racconti e identità condivise.

E così una semplice targa diventa il modo più concreto per custodire una memoria collettiva e consegnarla a chi verrà dopo.

Graziano De Valle

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