Quattro anni. Questa la sentenza di condanna nei confronti del 43enne, originario del Marocco, con precedenti di polizia, che era stato ritenuto responsabile del reato di incendio doloso aggravato nella notte tra sabato 27 e domenica 28 dicembre nell'Oltreletimbro a Savona.
In Tribunale a Savona il giudice così lo ha condannato e ha concesso gli arresti domiciliari. Il Pubblico Ministero Massimiliano Bolla aveva chiesto 6 anni.
La Squadra Mobile lo aveva arrestato lo scorso fine dicembre con l'indagine che era scattata a seguito delle segnalazioni ricevute al numero di emergenza 112, relative a un uomo che stava dando fuoco a diversi bidoni della raccolta rifiuti nella zona di Corso Tardy e Benech. In quell’occasione erano intervenute le volanti, che avevano immediatamente avviato gli accertamenti per individuare il responsabile.
In alcuni punti, le fiamme, che si erano propagate rapidamente dai cassonetti, avevano provocato danni anche alle autovetture e ai motoveicoli parcheggiati nelle immediate vicinanze, coinvolti dall’incendio.
I roghi erano stati poi domati dai Vigili del Fuoco e le aree interessate messe in sicurezza.
Le successive indagini della Squadra Mobile, per le quali si era rivelato determinante l’ausilio della videosorveglianza (sia le telecamere del sistema comunale sia una appartenente a un esercizio pubblico della zona), avevano permesso di identificare il responsabile. Quest’ultimo, già noto alle forze dell’ordine, era stato in passato destinatario di diverse denunce per reati come l'ubriachezza molesta, danneggiamento e minacce a pubblico ufficiale.
L’uomo era stato fermato anche poche ore prima dei fatti dalle volanti, proprio nella zona in cui poi aveva commesso i reati. Condotto in Questura, a causa del suo stato di ebbrezza, aveva dato in escandescenze, tentando di aggredire gli agenti e compiendo atti di autolesionismo, motivo per cui era stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e sanzionato per ubriachezza molesta. Questa circostanza si era rivelata decisiva per il successivo riconoscimento dell’uomo, grazie alla visione delle immagini della videosorveglianza: era stato identificato senza ombra di dubbio sia per le fattezze fisiche sia per l’abbigliamento indossato.
Alla luce degli elementi raccolti, dei
numerosi precedenti a suo carico e del pericolo di fuga dovuto allo status di “senza fissa dimora”, nonché dell’allarme sociale suscitato dagli incendi e delle conseguenze più gravi che le azioni, se reiterate, avrebbero potuto causare, l’uomo, ritenuto responsabile di tutti e quattro gli incendi appiccati, era stato rintracciato dai poliziotti della Squadra Mobile, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per incendio doloso aggravato e trasportato nel carcere di Marassi.
L'uomo aveva dato fuoco ai cassonetti, uno dei quali per la raccolta degli indumenti usati, in Corso Tardy & Benech (dove aveva preso fuoco anche un'auto), in via Bourniquez coinvolgendo anche uno scooter, in via Carissimo e Crotti con alle fiamme anche materiale edile ed in Piazza Consolazione.














