"Non ho letto neanche un giornale, perché non mi sembrava il caso. Stiamo vedendo come risolvere questo problema, io mi sento tranquilla e aspetteremo tutte le cose che ci verranno chieste oppure i documenti e tutto quello che serve".
Marinella Fasano, sindaca di Ceriale coinvolta nell'inchiesta sui presunti episodi di corruzione e traffico di influenze illecite, scoppiata interessando in particolare il Comune cerialese e, più marginalmente, quello di Albenga, ha risposto così alla richiesta di un messaggio ai cittadini, sulle sue sensazioni, in apertura dell'ultima seduta del Consiglio comunale.
"La Guardia di Finanza è venuta diverse volte, abbiamo dato tutta la documentazione, non ritengo in questo momento di dovermi esprimere e di dire cosa è successo - ha sottolineato - vedremo cosa succederà, perché da parte mia mi ritengo una persona seria che non ha mai fatto del male a nessuno".
"Il problema è mio, ritengo di non essere coinvolta in tutto questo che sta succedendo, vedremo cosa succederà e poi vi relazionerò in maniera più corretta", ha concluso la prima cittadina.
L'inchiesta coordinata dalla Procura di Savona, è scaturita dall'esposto presentato da un dipendente di una società di costruzioni e ristrutturazioni edili e si è sviluppata attraverso un'articolata attività investigativa che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di amministratori pubblici, professionisti e imprenditori. Secondo quanto affermato nelle esposto, Fasano avrebbe fatto rimuovere un verbale di sanzione amministrativa, elevato dalla polizia locale nei confronti della società Oikos, e, per eliminare la sanzione, avrebbe preteso la ristrutturazione di una propria abitazione.
Partita l'attività dei finanzieri tramite le intercettazioni telefoniche, è anche emerso che il servizio di tesoreria del Comune di Ceriale era stato affidato a una banca di Alassio, pretendendo da parte della sindaca che la stessa filiale avesse per lei condizioni di favore e che non venisse mai segnalata, falsando così, di fatto, la gara d'appalto.














