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Politica | 03 settembre 2026, 09:32

Fine vita, Arboscello: "Dal Veneto una lezione alla Liguria"

"Bucci smetta di rallentare l’iter, la legge arrivi subito in Consiglio"

Fine vita, Arboscello: "Dal Veneto una lezione alla Liguria"

“L’approvazione della legge sul fine vita da parte del Veneto, prima Regione amministrata dal centrodestra a compiere questo passo, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, conferma una cosa molto semplice: garantire procedure certe a chi si trova in condizioni di sofferenza estrema e alle proprie famiglie è una scelta di civiltà, non una questione di appartenenza politica. Il Veneto ha dimostrato che anche su un tema così delicato la politica può ascoltare, confrontarsi e assumersi la responsabilità di decidere”. Cosi commenta Roberto Arboscello, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria.

“Il fine vita riguarda persone in condizioni di sofferenza e famiglie che troppo spesso sono costrette ad affrontare percorsi drammatici, vedendo venir meno anche la dignità della persona amata. In un Paese civile non possiamo continuare a lasciare queste persone sole, senza risposte e senza procedure chiare. La Regione deve fare la propria parte, nel rispetto delle sentenze della Corte costituzionale e garantendo ascolto, appropriatezza e tutte le necessarie garanzie”, sottolinea.

“Per quanto riguarda la Liguria, abbiamo già aspettato fin troppo. La discussione era stata avviata nella scorsa legislatura all’interno della Commissione Sanità e sembrava esserci la volontà di portare avanti l’iter. Poi tutto si è fermato. Da quando è stato eletto il presidente Bucci abbiamo assistito a un atteggiamento che sembra puntare più a rallentare che a consentire al Consiglio regionale di affrontare una questione che non può essere rimandata all’infinito. Adesso non ci sono più alibi. La Commissione deve procedere spedita, ascoltare tutti i soggetti coinvolti e tenere conto del quadro giuridico e delle più recenti pronunce della Corte costituzionale. Dopodiché il Consiglio regionale deve poter discutere e votare”, aggiunge.

“Come ha ribadito il presidente Zaia: sui temi etici non deve esserci un vincolo di appartenenza politica e ai consiglieri deve essere garantita la libertà di coscienza. È esattamente ciò che auspico possa accadere anche in Liguria. Su questioni che toccano la vita delle persone non servono divisioni imposte dai partiti: serve che ogni consigliere possa esprimersi secondo coscienza e responsabilità. Da vicepresidente del Consiglio regionale farò tutto ciò che è nelle mie possibilità perché questa proposta di legge arrivi al più presto in Aula. La Liguria non può continuare a rimandare una discussione che riguarda la dignità, la libertà e la sofferenza delle persone”, conclude Arboscello.

Redazione

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