"Comprendiamo benissimo che il Consigliere Regionale Angelo Vaccarezza usi i fatti di oggi per ripulirsi la coscienza, avendo avuto come mentore Giorgio Almirante, che fu funzionario del regime fascista durante la Repubblica Sociale Italiana, per la quale ricopri la carica di capo di gabinetto al Ministero della Cultura Popolare. Dal 1938 al 1942 fu inoltre segretario del Comitato di redazione della rivista antisemita e razzista La difesa della razza, uscita in seguito alla pubblicazione del "Manifesto della razza" nel 1938. Comprendiamo benissimo, ma riteniamo che il Consigliere Regionale, visto il ruolo che ricopre, avrebbe dovuto studiare un po' di storia ed essere consapevole che le Istituzioni della Repubblica Italiana, di cui è rappresentante, sono antifasciste e democratiche".
Così, attraverso una nota stampa, il Comitato Provinciale Anpi Savona.
"Gli Ebrei italiani, a seguito delle leggi razziali volute da Mussolini venivano derubati, perseguitati, deportati, e barbaramente uccisi - si legge ancora nella nota - I partigiani, le partigiane si sono opposti a tutto questo e, a rischio della vita, hanno procurato loro documenti falsi, li hanno aiutati, nascosti e protetti. L'ANPI Nazionale e L'Anpi Provinciale di Savona aderiscono e partecipano ai presidi organizzati in opposizione all'approvazione del cosiddetto "disegno di legge contro l'antisemitismo" perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo le manifestazioni con posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese. Il contrasto e la condanna dell'antisemitismo - espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l'art. 3 della Costituzione - sono state e saranno sempre un impegno costante dell'ANPI".
"L' ANPI, richiamandosi ai principi fondativi della Resistenza, della Costituzione italiana e del Diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra. Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell'ONU ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di un' intera popolazione".
"L'ANPI denuncia la complicità del Governo italiano nella politica criminale di Israele, in quanto il Governo non ha mai fatto cessare il commercio di armi con Tel Aviv e si opposto in ogni modo alla sospensione dell'accordo commerciale fra Unione Europea e Israele, nonostante tale accordo fosse esplicitamente condizionato dal rispetto dei diritti umani. Per l'ANPI la questione palestinese non è solo geopolitica, ma profondamente etica e storica. In questa prospettiva, la difesa del popolo palestinese non è mai assimilata all'antisemitismo, che l'ANPI condanna senza ambiguità".
"Al contrario, ribadiamo la fermezza dei nostri principi e dei nostri valori nella Memoria della dolorosissima storia del popolo ebraico, delle persecuzioni e delle discriminazioni, che culminarono con il nazifascismo, con le leggi razziali del 1938, fino all'abisso della Shoa. La posizione dell'ANPI sulla Palestina si colloca in una visione coerente con i valori della Resistenza, dell'Antifascismo e della Costituzione italiana: opposizione a ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio; difesa del diritto internazionale; solidarietà attiva con i popoli oppressi, lotta ad ogni forma di razzismo e discriminazione razziale. L'ANPI rimane fermamente convinta del diritto all'autodeterminazione di tutti i popoli, come stabilito dalle norme del diritto nazionale ed internazionale e per questa ragione ribadisce la richiesta al Governo italiano di immediato riconoscimento dello Stato di Palestina", concludono dal Comitato Provinciale Anpi Savona.














