"Chiare, fresche et dolci acque", cantava Petrarca nel suo Canzoniere. Ma davanti al teatro Chiabrera la poesia lascia spazio alla prosa: nella fontana di piazza Diaz di acqua se ne vede poca e gli zampilli sembrano più timidi.
Ripristinata dopo vari guasti e interruzioni — tra una pompa che si rompe, riparata solo dopo mesi perché un pezzo tardava ad arrivare, e le fontane “da tarare” — lo zampillo non è comunque quello che dovrebbe essere e lo spettacolo della fontana dell'inaugurazione è solo un ricordo. Da uno dei getti, i primi verso la strada, l’acqua non esce affatto; altri due, verso il teatro, sono invece “ridotti” e sembrano zampillare a fatica e della fontana funziona correttamente solo una parte.
Insomma, sul funzionamento dell'impianto di piazza Diaz, completato solo pochi anni fa con la piazza (in fretta e furia per l'evento di celebrazione di Renata Scotto), pare che il destino ci abbia messo lo zampino, o forse è proprio il caso di dire lo zampillo. E i bambini che tanto si divertivano a guardare e passare tra i getti d'acqua, dovranno accontentarsi di godersela “a misura ridotta”.














