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Attualità | 13 ottobre 2026, 20:15

PFAS, l’allarme si allarga nel Ponente: dopo, scatta il divieto anche a Villanova d’Albenga

Ordinanza urgente del sindaco: acqua non potabile in alcune zone del territorio. Rilevata una concentrazione complessiva pari a 0,05 microgrammi per litro, due volte e più oltre il limite

PFAS, l’allarme si allarga nel Ponente: dopo, scatta il divieto anche a Villanova d’Albenga

L’emergenza PFAS che nelle ultime settimane ha interessato il sistema idrico del Ponente savonese si estende ora anche a Villanova d’Albenga, dove il sindaco Pietro Balestra ha firmato nelle scorse ore un’ordinanza contingibile e urgente che vieta temporaneamente l’utilizzo dell’acqua per scopi potabili e alimentari in alcune zone del territorio comunale.

Il provvedimento, emesso dopo la comunicazione dell’autorità sanitaria e del gestore del servizio idrico, riguarda in particolare l’acqua proveniente dal punto di prelievo denominato “VI449 Fontana Capoluogo”, nel quale sono stati riscontrati valori di PFAS superiori al parametro di riferimento. Per la precisione, la concentrazione complessiva di PFAS sarebbe risltata pari a 0,05 microgrammi per litro, contro il parametro di riferimento indicato in 0,02.

Il provvedimento precisa tuttavia che l’anomalia non riguarda l’intera rete idrica comunale. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, la non potabilità interessa esclusivamente l’acqua proveniente dal punto di prelievo indicato, mentre la restante parte della rete è alimentata da altri pozzi. 

Le aree interessate sono quindi Capoluogo, nella zona compresa tra il torrente Arroscia, il torrente Lerrone, l’aeroporto e la zona della Chiesa Madonna delle Grazie dalla rotatoria del Nucleo Elicotteri, oltre alla frazione Coasco, dal confine con Ortovero alla Chiesetta di San Marco, e alla frazione Borgoverde. Le altre frazioni e zone del Comune, secondo l'atto, risultano invece regolarmente servite senza criticità analitiche.

Il divieto riguarda bere, cucinare, lavare le stoviglie e preparare alimenti. L’acqua può invece continuare a essere utilizzata per gli impieghi igienico-sanitari, come il lavaggio della casa, lo scarico dei servizi igienici e l’igiene personale.

Il provvedimento villanovese non si limita, tuttavia, al divieto. Al gestore del servizio idrico viene chiesto di garantire informazioni immediate alla popolazione, predisporre misure alternative per l'approvvigionamento di acqua potabile e presentare all'ASL e al Comune un piano di intervento correttivo dettagliato, comprensivo delle misure di mitigazione del rischio e di un cronoprogramma per gli eventuali lavori di installazione e collaudo.

È inoltre previsto un piano straordinario di monitoraggio della zona interessata, con la trasmissione dei relativi risultati alle autorità competenti.

La situazione resta dunque in evoluzione. E mentre a Borgio Verezzi si attende la soluzione definitiva per il pozzo Maria Luisa e a Pietra Ligure sono appena partite le misure conseguenti alla nuova ordinanza, Villanova d'Albenga diventa il terzo Comune del comprensorio savonese interessato, in queste settimane, da un provvedimento di non potabilità legato alla presenza di PFAS.

Mattia Pastorino

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