“Nonostante le proteste e le sanzioni per le discariche abusive in diverse zone del nostro territorio e l'allarme – ormai generalizzato – per le conseguenze nefaste dell'inquinamento da amianto, dobbiamo ancora constatare come persone incivili, incuranti della salute di tutti i cittadini e della loro stessa incolumità, abbandonino di nascosto, sui bordi delle strade, pericolose lastre di “eternit” in evidente stato di sfaldamento”. A lanciare l’allarme per le discariche abusive di questo pericoloso materiale, soprattutto nel territorio finalese, sono i verdi savonesi.
“In queste condizioni, spiega Castellazzi, le micidiali fibre di asbesto si disperdono nell'ambiente in grande quantità e – se respirate – raggiungono gli alveoli polmonari facendo aumentare il rischio di contrarre il mesotelioma pleurico”.
Nei pressi del ponte di Calvisio, che conduce al borgo di Boragni, nel Comune di Orco Feglino è stata documentata dal gruppo la presenza di una discarica abusiva. “Una zona, sottolineano i Verdi, di grande pregio paesistico, percorsa quotidianamente da bikers e trekkers che salgono per visitare la famosa grotta “Strapatente”, caratterizzata dal fatto che si apre sopra il nucleo storico di Boragni e consente l'uscita in Val di Nava”.
Sulla stessa strada, alcuni mesi fa, erano stati abbandonati alcuni metri cubi di detriti provenienti da un cantiere edile.
Un discorso a parte meritano i capannoni ancora coperti nel Finalese, così come in tutto il Ponent savonese, di lastre di eternit. “Coloro, spiega Castellazzi, che vivono in prossimità di queste fonti inquinanti possono chiedere l'intervento di ASL e ARPAL e – constatato il pericolo – sporgere denuncia per danni”.
“Per le aziende proprietarie di capannoni, spiegano i Verdi, o per gli amministratori di edifici con tetti in “eternit” sarebbe conveniente utilizzare gli incentivi che la Regione Liguria offre a chi sostituisce le pericolose lastre, con coperture in pannelli fotovoltaici”.
















