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Cronaca | martedì 06 ottobre 2015, 18:46

Iniziano gli interrogatori Tirreno Power, Monica Giuliano apre le fila: sarà ascoltata giovedì in procura

Il primo cittadino di Vado dovrà rispondere di abuso d'ufficio. A seguirla sarà l'ex sindaco, Attilio Caviglia che sarà ascoltato il prossimo 12 ottobre per l’accusa di disastro colposo aggravato.

Monica Giuliano sarà la prima ad essere interrogata sul caso Tirreno Power dopo la chiusura delle indagini. Il sindaco di Vado Ligure sarà ascoltata dai magistrati Vincenzo Carusi e Daniela Pischetola il giorno 8 ottobre. Avranno inizio proprio giovedì gli interrogatori per gli 86 indagati dell’inchiesta sulla centrale termoelettrica di Vado - Quiliano, fino a venerdì 30 ottobre.

Gli iscritti nel registro degli indagati dovranno rispondere a vario titolo ed in concorso, dei reati di disastro ambientale colposo, disastro sanitario colposo, abuso d’ufficio, disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Tra loro dirigenti dell’azienda ed esponenti politici dei comuni di Vado Ligure, Quiliano, Provincia di Savona e Regione Liguria (vedi elenco completo degli indagati).

Monica Giuliano giovedì dovrà rispondere di abuso d'ufficio. A seguirla sarà l'ex primo cittadino di Vado Ligure, Attilio Caviglia che sarà ascoltato il prossimo 12 ottobre in procura per l’accusa di disastro colposo aggravato

Gli interrogatori proseguiranno il 21 ottobre, invece saranno invece ascoltati da novembre la responsabile del Dipartimento Ambiente della Regione, Gabriella Minervini, l’ex sindaco di Quiliano, Nicola Isetta, l’ex primo cittadino di Vado Ligure, Carlo Giacobbe e Lorena Rambaudi, ex assessore della giunta Burlando in Regione: per le richieste dei legali di memorie difensive, i loro interrogatori sono stati posticipati a novembre. Infatti mentre Nicola Isetta e Carlo Giacobbe dovranno rispondere dei reati presunti di omicidio colposo plurimo e disastro colposo aggravato, per Gabriella Minervini si parla di omicidio colposo plurimo e abuso d’ufficio. Infine per l’esponente del PD Lorena Rambaudi il reato contestato è di abuso d’ufficio.

Debora Geido

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