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Attualità | venerdì 23 febbraio 2018, 13:18

All'Accademia di Romania in Roma si parla di fratellanza italoromena

Si è tenuta ieri nella prestigiosa sede dell’Accademia di Romania in Roma, la presentazione del libro di Marian Mocanu e Irina Niculescu “Come fratelli. La fratellanza italo-romena a 10 anni dall'adesione all'Unione Europea”.

All'Accademia di Romania in Roma si parla di fratellanza italoromena

Ieri, 22 febbraio 2018 a Roma, nella prestigiosa sede dell’Accademia di Romania si è svolta la presentazione del libro “Come fratelli”. Il libro scritto dal professor Marian Mocanu e dalla dottoressa Irina Niculescu ripercorre la vicenda dell’immigrazione Romena in Italia a 10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea.

Oltre agli autori del libro, son intervenuti il commissario Ue per le Politiche regionali, Corina Crețu, il ministro per la Coesione territoriale e per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, la senatrice Patrizia Bisinella, l’ambasciatore della Romania in Italia, George Bologan. I relatori convenuti, tutti esponenti di primo piano delle élite intellettuali e politiche dei due Paesi, hanno, con i loro interventi, confermato la sostanza del libro, sintetizzata nel titolo: italiani e rumeni sono popoli fratelli.

Abbiamo chiesto alla coautrice, Irina Niculescu, del libro se si aspettasse un così grande successo dal suo lavoro. Ecco cosa ci ha risposto:

"L’interesse che questo libro riscuote è una sorpresa, perché va oltre l’impegno che noi autori abbiamo profuso. Mi sono chiesta diverse volte perché abbia interessato così tante persone e credo che la spiegazione risieda in almeno due fattori. Il primo è che l’immigrazione Romena in Italia è una storia di successo. Si tratta di un fenomeno imponente che ha cambiato alcuni aspetti demografici della Repubblica Italiana e che, fatte salve alcune inevitabili eccezioni, si è svolto in modo pacifico e costruttivo. 

La base di questa collaborativa convivenza è stato un duro e onesto lavoro: entrambe le parti, romeni e italiani, e a tutti i livelli, dai legislatori alla più sconosciuta badante, hanno operato perché due popoli potessero armonizzarsi. Questa “comune buona volontà” emerge dalle pagine del nostro libro: gli intervistati, che ringraziamo, hanno sempre avuto parole positive. 

Del resto, dalle prime storie di immigrazione ad ora, non è solo passato il tempo, sono passate anche le generazioni. Le scuole italiane iniziano ad avere bambini nati da coppie miste e da famiglie in cui entrambi i genitori sono romeni: bambini che si sentono italiani quanto i loro compagni e che al tempo stesso, conservano l’eredità culturale delle loro radici.

E qui credo ci sia il secondo punto: romeni e italiani sono profondamente europei, non tanto e non solo in termini geografici, quanto piuttosto nel comune patrimonio culturale e nelle aspirazioni, nell’univoco desiderio di Europa unita. Proprio le famiglie miste e quei bambini nati da famiglie immigrate, orgogliosamente italiani e orgogliosamente romeni, sono una straordinaria “apertura di credito” nell’irreversibilità dell’unificazione Europea, e sono al contempo, un monito e un richiamo alla responsabilità di quanti guidano questo processo".

Diego Garassino

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