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Cronaca | 10 ottobre 2018, 12:52

Savona, divelta e spezzata la lapide delle 'camicie nere' (FOTO)

Il ritrovamento è avvenuto questa mattina intorno alle ore 11.45 da parte di un operatore del cimitero, continua il caso politico

Savona, divelta e spezzata la lapide delle 'camicie nere' (FOTO)

La discussa lapide con la scritta "camicie nere" posizionata all'interno del cimitero di Zinola è stata abbattuta e spezzata. Il ritrovamento è avvenuto questa mattina intorno alle ore 11.45. A dare l'allarme è stato un operatore del cimitero.

 

Sul posto immediato l'intervento della polizia scientifica che ha messo in atto tutti i rilievi del caso.

La lapide scoperta lo scorso sabato alla presenza del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, il Prefetto Antonio Cananà, le istituzioni civili e militari e i cittadini, nel Cimitero di Zinola nel Campo “V” dei Valorosi, la lapide è stata promossa dalla Opera Nazionale Caduti senza croce della Delegazione di Savona per completare il complesso monumentale del Campo dedicato al ricordo dei militari savonesi regolarmente inquadrati nei reparti delle FF.AA. caduti nella Seconda guerra mondiale, la maggior parte “Dispersi”, le cui spoglie mortali non sono rientrate in patria.

Si è venuto a creare un vero e proprio caso politico che ha tenuto banco negli ultimi tre giorni. La prima cittadina si è dissociata, confermando di non essere al corrente del contenuto della lapide e annunciando l'immediata copertura e successiva rimozione.

“Abbiamo scoperto che era stata rotta intorno alle 11.45, l’ultima cosa certa è che ieri pomeriggio quando siamo passati alle 17.30 era coperta, siamo andati su con la ditta per rimuovere la lastra, c’era infatti una direttiva da parte del sindaco e del segretario per portarla poi in laboratorio dal marmista che l’aveva realizzata”  spiega il geometra Luca Cestelli, responsabile dell’area cimiteriale.

Le telecamere sono presenti al cimitero solo sugli ingressi e non è da escludere che i vandali siano entrati anche di notte in altri punti non presidiati e con i cancelli più bassi: “L’Autorità Giudiziaria come da prassi ci ha richiesto di poter visionare le telecamere - continua Cestelli - il cimitero è comunque aperto dalle 7.30 quindi potrebbe essere stato chiunque a qualsiasi ora, anche al mattino, la lapide ha un basamento di calcestruzzo non è semplice tirarla giù, potrebbe non essere stata solo una persona”.

Le immediate reazioni politiche sull'accaduto:

"Non ho voluto polemizzare per non buttare benzina sul fuoco, non ho voluto polemizzare per non creare un caso politico. Ma il caso politico ora esiste, ho taciuto quando il nome delle camicie nere sono state coperte nonostante fossero a tutti gli effetti riconosciute forze armate, al di là del pensiero e l'opinione personale di chiunque questo e'un dato storico - commenta Simona Saccone Tinelli,  consigliere comunale di Savona del Gruppo Misto - Ho taciuto per pudore, ho taciuto per buon senso vedendo una città agonizzante e morente litigare sul passato".

"Ho taciuto per non istigare pensando che l'uomo ha bisogno di andare avanti e pregare in cuor su per chi vuole nella massima espressione della democrazia e cioè la libertà. Ora però non taccio più perché la distruzione di un 'opera è un'atto vandalico e vile, vile nel modo e nel concetto. Vedo su Facebook la condanna da parte di alcuni membri consiliari della sinistra e questo rende loro merito. Distruggere non è mai qualcosa di bello, ma il fallimento di una società che non è in grado di lasciare i rancori fuori e perseguire un bene comune" conclude la consigliere Saccone.

Commenta il segretario del Pd cittadino Roberto Arboscello: "Continueremo a esprimere il nostro deciso dissenso a quanto avvenuto sabato scorso, con l'interpellanza parlamentare e con quella comunale, ma questo dissenso deve rimanere sul terreno di una discussione civile e democratica. Pur ribadendo l'assoluta gravità della deposizione della lapide avente i contenuti ormai noti a tutti e l'omaggio reso dal Sindaco, fatto gravemente offensivo per la città di Savona, siamo a condannare e a prendere distanza da gesti come quello avvenuto stamane. I valori dell'antifascismo vanno difesi con altri strumenti, non certo con la violenza". 

"Ieri come gruppi consiliari dell’opposizione, abbiamo presentato un’interpellanza urgente per chiedere conto di come sia potuto accadere l’increscioso episodio della lapide commemorativa delle 'camicie nere' - si legge in una nota firmata da Barbara Pasquali, Marco Ravera, Manuel Meles, Daniela Pongiglione e Andrea AddisOggi apprendiamo che la medesima è stata divelta nella notte ad opera di ignoti. Condanniamo senza se e senza ma questo gesto. Siamo preoccupati per il crescente clima di tensione che temiamo faccia il gioco di chi vorrebbe mettere in discussione il presidio stesso delle istituzioni democratiche. Da parte nostra continueremo a tenere la barra dritta per mantenere la discussione politica, seppur accesa, nei luoghi deputati, come deve essere ed è per questo che venerdì ne discuteremo in Consiglio Comunale, auspicando le doverose scuse del sindaco alla memoria della città e chiedendo chiarezza circa l’accaduto".

Redazione

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