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Attualità | 11 settembre 2019, 12:41

Albenga, i docenti del Liceo Bruno protestano contro l'assegnazione di una reggenza a Ventimiglia della dirigente Barile

La lettera è stata firmata da tutti i docenti dell'istituto ingauno

Albenga, i docenti del Liceo Bruno protestano contro l'assegnazione di una reggenza a Ventimiglia della dirigente Barile

I docenti del Liceo Giordano Bruno" di Albenga protestano contro la decisione di assegnare alla dirigente Simonetta Barile un incarico in un istituto comprensivo di Ventimiglia.

"Noi docenti del Liceo “Giordano Bruno” di Albenga abbiamo appreso con stupore e incredulità che alla nostra Dirigente prof.ssa Simonetta Barile è stata assegnata, oltre alla dirigenza del Liceo (scuola di titolarità) anche la dirigenza in reggenza di un Istituto Comprensivo di Ventimiglia. Da anni il Liceo si trova ad essere diretto da una Dirigente Scolastica che deve dividere le sue forze, non per sua scelta, fra la propria scuola di titolarità e un’altra scuola in reggenza. Sino ad ora questo doppio incarico riguardava una scuola limitrofa. Tale situazione, pur rappresentando una emergenza – perché ogni scuola ha diritto, evidentemente, a un Dirigente a tempo pieno – consentiva una organizzazione del lavoro accettabile, per quanto faticosa. Quest’anno con l’immissione in ruolo in Italia di circa duemila nuovi Dirigenti Scolastici avevamo la più che ragionevole speranza che il tormento delle reggenze fosse risolto anche per il nostro Liceo. Invece la situazione è incredibilmente peggiorata in modo assolutamente imprevedibile" spiegano.

"Se al Dirigente Scolastico viene affidata in reggenza non una scuola superiore a sette chilometri di distanza dalla propria scuola di titolarità, ma un Istituto Comprensivo (altro ordine di scuola del tutto diverso) a più di settanta chilometri di distanza dalla propria scuola di titolarità, in un contesto di viabilità come quello ligure, risulta evidente a chiunque che la situazione diventa ben più che problematica. Non ci permettiamo di entrare nel merito delle decisioni di chi ha la responsabilità di affidare le reggenze ai Dirigenti Scolastici in situazioni che rimangono sempre di irrisolta emergenza. Ma non possiamo non esprimere sconcerto per una situazione che appare oggettivamente insostenibile. Oltre alle difficoltà personali di chi deve dirigere due scuole di ordine diverso a più di settanta chilometri di distanza l’una dall’altra, ci pare che i diritti reali di studenti, famiglie, docenti e personale della scuola non possano non essere messi in seria discussione, sia relativamente all’istituto di titolarità, sia relativamente all’istituto in reggenza" continuano. 

"Ogni scuola esige presenza, confronto, tempo, perché è una comunità che si ripensa e si costruisce incessantemente, che sostiene un progetto culturale, che affina la propria identità, che permane in modo significativo su un territorio, che deve essere lucida e puntuale nel confronto con le Istituzioni, tempestiva nel farsi carico delle emergenze. Un luogo di straordinaria vitalità e problematicità, che deve potere contare sulla presenza reale di un Dirigente. E il Dirigente deve poter essere messo in condizioni di svolgere la propria funzione, deve poter offrire disponibilità e ascolto, deve poter conoscere i problemi per assumere decisioni ponderate, equilibrate, efficaci. Altrimenti si potrà salvare, forse, la forma di una molto virtuale legittimità giuridica, ma andrà irrimediabilmente persa la sostanza dei rapporti reali di cui ogni contesto educativo non può fare a meno" concludono i docenti.

Redazione

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