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Attualità | 07 novembre 2019, 13:02

Ex Ilva, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero: "ArcelorMittal ha proposto condizioni provocatorie"

"Le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori" aggiungono i sindacati

Ex Ilva, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero: "ArcelorMittal ha proposto condizioni provocatorie"

"Le Organizzazioni Sindacali Nazionali di Fim, Fiom e Uilm - spiegano in una nota - dichiarano intollerabile quanto emerso dall'incontro di ieri tra il Presidente del Consiglio e i vertici di ArcelorMittal, programmato per chiedere il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti dell'ex Ilva annunciata il 4 novembre".

"La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2 mila attualmente in Amministrazione straordinaria".

"Fim, Fiom e Uilm considerano le prossime ore decisive per il futuro di migliaia di lavoratori. L'incontro di oggi tra il Presidente del Consiglio Conte e le organizzazioni sindacali, con la presenza dei Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil, rappresenta un'occasione importante per impegnare il Governo ad assumere atti forti e inequivocabili in difesa del futuro del polo siderurgico più importante d'Europa".

"Per questo proclamano 24 ore di sciopero per il Gruppo Arcclor Mittal ex Ilva a partire dalle ore 7 di venerdì 8 novembre 2019. Già programmato per il sito di Taranto. In tutti gli altri stabilimenti, le Segreterie territoriali definiranno le modalità di mobilitazione".

"Inoltre Fim, Fiom e Uilm chiedono all'azienda l'immediato ritiro della procedura e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni in cui si è firmato l'accordo del 06/09/2018 che garantirebbe la possibilità di portare a termine il piano Ambientale nelle scadenze previste. Le condizioni devono, inoltre, includere lo scudo penale limitato all'applicazione del Piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi.

"Le scriventi Organizzazioni - concludono - ritengono l'accordo del 06 Settembre 2018 come unica strada per garantire il risanamento ambientale e il rilancio dell'intero gruppo ex Uva. Non è possibile, a un anno dalla firma, ritornare a discutere di quanto già affrontato negli ultimi 7 anni. Dobbiamo scongiurare che a pagare il prezzo delle scelte scellerate di azienda e politica siano sempre i lavoratori. Dobbiamo evitare lo spettro dell'ulteriore cassa integrazione e chiediamo con forza il risanamento ambientale e la salvaguardia occupazionale". 

Redazione

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