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| 17 novembre 2008, 14:31

Liguria: cancro al seno, 1260 in tutta la regione

Liguria: cancro al seno, 1260 in tutta la regione

Controlli costanti, un corretto stile di vita, l'attenzione al peso corporeo, un'alimentazione ricca di frutta e verdura e povera di carne e grassi animali, l'eservizio fisico: pochi e semplici consigli, importantissimi pero' per prevenire il cancro alla mammella, una patologia che in Italia colpisce ogni anno tra circa 40.000 donne (1260 casi in Liguria con 300 decessi) con una mortalita' pari, mediamente, a 10.000 pazienti: i dati sono stati illustrati a Genova, nel corso della riunione della Forza Operativa nazionale sul carcinoma mammario (F.O.N.C.a.M.) ai Magazzini del Cotone di Genova per fare il punto sul trattamento e la prevenzione della patologia. Chirurghi, oncologi, radioterapisti, psicologi hanno portato il loro contributo per un aggiornamento pratico sulla gestione anche quotidiana della malattia, sulle strategie di cura e sull'attivazione di nuovi studi. Consideato che il tumore alla mammella e' la prima causa di morte nelle donne sotto i 50 anni, si tratta, secondo gli esperti, di un problema 'a forte impatto sociale', tenuto conto che in quel particolare momento della vita la donna gestisce spesso figli ancora in eta' di crescita. 'La prevenzione - spiega Andrea Decensi, Direttore della SC di Oncologia Medica dell'Ospedale Galliera e responsabile scientifico del meeting - in questo contesto possiede un ruolo fondamentale. Si puo' giocare di anticipo utilizzando una serie di accorgimenti. Ricordiamo che la diagnosi precoce puo' incidere sensibilmente sull'esito della malattia. Quindi una sorveglianza intensificata, un corretto stile di vita, l'assunzione di farmaci e le donazioni di sangue sono passaggi essenziali di un percorso verso la salute.

Possiamo affermare che la prevenzione, abbinata a sempre piu' raffinate e personalizzate strategie di cura, hanno diminuito la mortalita' del 30 per cento. Cio' che conta e' che, se da un lato i casi aumentano, dall'altro la mortalita' diminuisce'.

Sempre in tema di prevenzione del cancro al seno, con il coordinamento dell'Ospedale Galliera e dell'Istituto Europeo di Oncologia e' partito uno studio nazionale finalizzato a validare i risultati della farmacogenetica in un gruppo di donne con precancerosi della mammella. La ricerca verifichera' la capacita' di un soggetto di trasformare il farmaco - nel caso il tamoxifene - in prodotto attivo attraverso il gene CYP2D6. Il gene infatti possiede una differente capacita' di assorbimento del farmaco, pertanto in alcune donne dovranno essere somministrate dosi differenziate per ottenere un'adeguata risposta alla terapia. Attraverso lo studio sara' possibile individuare la cura personalizzata per ogni paziente'.

f.r.

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