Nei giorni scorsi le associazioni ARE Val Bormida di Cairo Montenotte, Val Bormida Pulita di Cortemilia, Arc Planet di Acqui Terme e Associazione Rinascita ValBormida, hanno inviato comunicazioni urgenti ai competenti uffici del Ministero dell'Ambiente e della Provincia di Savona, nonché per conoscenza ai presidenti delle Regioni Liguria e Piemonte e delle province di Savona, Cuneo, Asti ed Alessandria. In particolare, i firmatari della missiva, hanno ribadito che, come decretato dall'Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1. Aprile 2009, lo stato di emergenza non è più in vigore. Come previsto dalla sopracitata Ordinanza, già entro il 30 settembre 2009, il Dr. Romano avrebbe dovuto provvedere ad individuare le amministrazioni e gli enti cui trasferire le opere, le funzioni di vigilanza e controllo, la documentazione di natura amministrativa e contabile.
Il Dr. Romano quindi non ha più alcuna competenza sulle attività di bonifica del sito di interesse nazionale di "Cengio e Saliceto" che, nonostante altisonanti e ripetuti annunci di conclusione delle stesse, avrebbero invece accumulato cospicui ritardi, come risulta dal verbale della Conferenza dei Servizi del 5 novembre 2009. Conseguentemente gli scriventi hanno sollecitato e diffidato gli enti competenti affinchè, "provvedano all'adempimento delle loro funzioni, avocando a se tutti gli atti, gli oneri e i doveri che a essi competono".
Le Associazioni hanno affrontato anche la questione del danno ambientale diffidando il Ministero dell'Ambiente affinchè, in base alla vigente legislazione, provveda all'esatta quantificazione del danno ambientale causato dall'ex ACNA e affinchè la bozza dell'eventuale contratto di transazione venga resa pubblica prima della sua sottoscrizione. Per quanto attiene invece alla ventilata ipotesi di cessione delle aree ex ACNA le associazioni della Valle Bormida hanno ribadito quanto segue:
a) La cessione delle aree ex ACNA può avvenire solo dopo che sia stata ottenuta la certificazione di avvenuta bonifica per cui, non essendo ancora stati emanati i provvedimenti attuativi sulle bonifiche previsti dalla parte quarta della legge 152/2006, in base al Decreto Ministeriale 471 del 1999, il completamento degli interventi di messa in sicurezza permanente e la conformità degli stessi al progetto approvato non può comunque essere accertato, se non decorsi 5 anni dall'effettuazione del primo controllo;
b) La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, a causa della mancata effettuazione della valutazione di impatto ambientale riguardo al progetto di messa in sicurezza del sito dell'ex ACNA, per cui il sito non potrà essere certificato prima che sia giunto a conclusione l'iter della procedura di infrazione;
c) La Commissione ha altresì rilevato, che si è contravvenuto anche alla direttiva 99/31/CE, relativa alle discariche per cui, anche in caso di cessione del sito ex ACNA a terzi, dovrà essere rispettato l'obbligo, a carico degli attuali proprietari, ossia l'ENI, di provvedere a proprie spese e sotto alla propria responsabilità, a tutte le attività di gestione post operativa della discarica.
La lettera si conclude con l'ammonimento che "nel caso si verificassero eventi, deliberazioni e atti amministrativi di qualsiasi natura, contenenti eventuali elementi ritenuti di rilevanza penale, gli scriventi si riservano di sottoporre questi atti alla valutazione della competente autorità giudiziaria".














