"Il sovraffollamento delle carceri liguri e della struttura penitenziaria di Marassi a Genova sono indice di una insostenibilità rispetto alla quale il SAPPE ha da tempo sollecitato il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ad assumere urgenti determinazioni. Proprio nel carcere genovese della Valbisagno, lo scorso 31 dicembre, rispetto alla prevista capienza regolamentare di 450 posti c’erano più di 750 detenuti, dei quali 430 circa (quasi il 60%) stranieri. Tra un pò non sapremo più dove mettere i detenuti. Ciò si ripercuote principalmente sulle drammatiche condizioni di lavoro del Personale di Polizia Penitenziaria, considerato che il sovraffollamento dei penitenziari ricade principalmente proprio sui poliziotti penitenziari, che sono impiegati nelle sezioni detentive 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, con notevole stress psico-fisico in una sistematica inferiorità numerica rispetto ai detenuti presenti. Le criticità del carcere genovese sono confermate drammaticamente dai questi dati. I poliziotti penitenziari di Marassi nel solo 2010 sono intervenuti tempestivamente in carcere salvando la vita a 5 detenuti che hanno tentato di suicidarsi ed impedendo che gli oltre 100 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze. Sono persone che nelle carceri italiane subiscono con drammatica sistematicità – nell’indifferenza dell’opinione pubblica, della classe politica ed istituzionale – continue aggressioni da una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta. Nessuno, però, mette in evidenza questi nobili gesti delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria. E a Marassi mancano più di 160 agenti. Su queste gravi ed evidenti criticità, comuni anche a quelle delle altre Case circondariali della Liguria, si deve (o meglio, si dovrebbe) intervenire con urgenza, attivando soluzioni percorribili come quelle di un maggior ricorso a misure alternative alla detenzione e contestuale impiego in lavori di pubblica utilità per i detenuti con pene più brevi da scontare e l’espulsione dei detenuti stranieri per fare scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di origine”. E' quanto dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE e commissario straordinario ligure, il primo e più rappresentativo Sindacato del Corpo, a margine della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta oggi a Genova. "Il mondo della politica, qualunque sia il colore di chi governa, se ne frega delle carceri. Approvato l'indulto" aggiunge Martinelli "Governo e Parlamento avrebbero dovuto prevedere con urgenza provvedimenti concreti per ripensare il sistema carcere nel suo complesso. Non è stato fatto nulla ed oggi la situazione è addirittura peggio di quando venne approvato l’indulto. Il SAPPE da tempo auspica diversi provvedimenti finalizzati a tentare di risolvere le endemiche criticità penitenziarie: come fare scontare la pena ad una parte degli stranieri(che rappresentano il 40% della popolazione detenuta nazionale ed il 60% di quella presente a Marassi, e di cui Albanesi, Rumeni, Tunisini, Algerini, Marocchini superano il 70% del totale) nei propri Paesi d’origine previo incentivi anche economici, ai rispettivi Governi che accettassero tale proposta(ciò farebbe risparmiare allo stato Italiano centinaia di milioni di euro). Si dovrebbe anche ricorrere maggiormente alle misure alternative alla detenzione e depenalizzazione per quei reati che non destano allarme sociale ed impiegare in lavori socialmente utili (pulizia strade, giardini,boschi, torrenti,fiumi ecc.ecc.) quei detenuti, che avendone i requisiti, non hanno potuto fruire delle misure alternative quali semilibertà o affidamento al servizio sociale per mancanza di richieste di lavoro. La maggior parte delle retribuzioni degli stessi dovrebbero poi essere destinate in un fondo a favore delle vittime dei delitti e loro familiari”.
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