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CGIL Informa | 02 febbraio 2011, 07:05

Savona: Lazzari (Fiom Cgil) "Insieme ai lavoratori per combattere le scelte aziendali errate"

Lazzari, segretario provinciale Fiom Cgil

Lazzari, segretario provinciale Fiom Cgil

La settimana scorsa si è tenuto anche a Savona lo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom Cgil indetto a sostegno delle rivendicazioni della categoria dei metalmeccanici, a partire dalla vertenza Fiat, ed a difesa delle condizioni di lavoro, del contratto nazionale e della democrazia nei posti di lavoro. Siamo andati a far visita ad Alberto Lazzari, segretario provinciale Fiom Cgil per capire meglio le ragioni che hanno portato a questa protesta e per avere notizie sulla situazione di alcune aziende del territorio della provincia savonese. 

“Le ragioni dello sciopero dell settimana scorsa si racchiudono in una semplice richiesta, difendere il contratto nazionale contro il sistema dei contratti che sta andando avanti in Fiat perchè c’è il rischio possa essere esteso anche altrove. - ha spiegato Lazzari – Questo significherebbe la fine dei contratti nazionali a favore di contratti individuali tra azienda e lavoratore. Noi come Federmaccanica delle Fiom ci opponiamo fermamente a tutto questo chiediamo di ricontrattare il contratto nazionale, l’unica via possibile per consentire sviluppo e pace sociale e chiediamo anche che venga mantenuto il diritto dei lavoratori di eleggersi da soli i propri rappresentanti sindacali e che i rappresentatanti non siano quindi nominati dal sindacato, ma scelti liberamente dagli stessi lavoratori, diritto che i lavoratori Fiat hanno perso”.

Per quanto riguarda la provincia savonese potrebbero esserci ricadute dopo la decisione del Referendum Fiat? Il segretario provinciale Fiom Cgil ci ha risposto così “Il dubbio è che nelle imprese della metalmeccanica si è stabilito con Fiat un precedente negativo e c’è la paura che altre aziende possano seguire lo stesso esempio. Non abbiamo segnali che nel savonese le aziende ragionino allo stesso modo, ma è giusto che i lavoratori non stiano a guardare e dicano la loro perchè il contratto separato dei metelmeccanici e il peggiore contratto tra quelli rinnovati in questi due anni di tutte le categorie ed un nostro diritto riconquistraci un contratto unitario, di tutti, come si deve”.

Altro problema che riguarda un’azienda che ci riguarda da vicino, i Cantieri Baglietto è la possibilità di vedere separati i cantieri di La spezia e Varazze. Su questa questione Lazzari ci ha deto la sua  “Ipotesi sbagliata. Il concordato sta andando a posto e l’offerta fatta dalla ditta Balducci ha avuto l’ok del tribunale e anche se siamo ancora in una fase di possibili di ricorsi sembra tutto in fase di risoluzione. Rimangono i problemi sulla cassa integrazione straordinaria che a La Spezia per un cavillo burocratico non è stata ancora stata erogata e complessivamente c’è il problema della ripresa del lavoro. Si possono fare alcune cose per uscire dalla crisi, per prima cosa le imbarcazioni iniziate nel cantiere devono rimanere di proprietà del cantiere che ha iniziato il lavoro. Nel caso di Varazze nel cantiere è presente una imbarcazione che ha bisogno ancora di un anno di lavoro e per questo motivo è necessario riprendere il lavoro e non restare fermi. Una seconda cosa da fare è approfittare della cassa integrazione per investire in interventi di riqualificazione professionale e fare formazione dove al momento manca il carico di lavoro”.

Altra azienda di eccellenza in preda ai problemi e alle agitazioni dei lavoratori è la Schneider Electric di Bragno in Val bormida, uno stabilimento all’interno del gruppo mondiale che fa trasformatori di misura di media tensione con prodotti esportati in tutto il mondo. Lazzari ci ha spiegato il perchè delle agitazioni da parte dei lavoratori e dei possibili scioperi a scacchiera che potrebbero verificarsi prossimamente. “Questa azienda rappresenta un punto di eccellenza della nostra provincia, uno stabilimento al top in grado di adeguarsi alle esigenze del mercato e del cliente perchè non fa pezzi standard ma pezzi su misura. Sono iniziati i problemi con l’azienda quando quest’ultima ha deciso di cambiare politica nei confrotni dei lavoratori interinali, nel senso che i lavoratori che non hanno ancora raggiunto l’anzianità di 20 mesi saranno lasciati a casa e non per mancanza di lavoro, ma per una scelta politica infatti secondo la Schneider i lavoratori interinali devono ruotare. Licenziate persone vuol dire disperdere delle professionalità, spendere soldi inutili per la nuova formazione e irrigidire la flessibilità del lavoro. I nuovi assunti saranno formati solo su una sola postazione di lavoro e non su più postazioni portando così ad un irrigidimento dell’intera organizzazione e mettendo a rischio la stabilità di tutto lo stabilimento. Per questo motivo abbiamo deciso insieme ai lavoratori di organizzare scioperi a scacchiera per i venti lavoratori che rischiano il posto”.      

gemma siri

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