Una buona e una cattiva notizia per Ferrania. “La buona notizia è che il decreto del 4 di febbraio è stato firmato dal ministro. Ora mancano gli atti da compiere dal punto di vista burocratico come la conmpilazioni di moduli e simili ma siamo in dirittura d’arrivo – spiega il segretario provinciale Filcem Cgil Fulvio Berruti - Questa è la buona notizia anche se in realtà la notizia positiva che ci aspettavamo doveva essere quella della cassa integrazione firmata al 17 di novembre con un accordo che prevedeva a breve l’arrivo degli stipendi per i lavoratori e che invece vede i cassaintegrati dopo 4 mesi ancora in attesa dello stipendio, ma questa è la prassi. Speriamo che entro fine mese l’Inps possa avere tutta la documentzione per poter retribuire i avoratori”.
“La cattiva notizia riguarda sempre l’accordo del 17 novembre 2010 e l’impegno delle parti firmatarie, quindi il ministero, la regione, il comune di Cairo, la provincia, noi, l’Unione Industriali e l’azienda dove c’era in programma la riattualizzare del sito. Sono passati ormai più di trenta giorni e ad oggi la regione Liguria, gli assessori Guccinelli e Vesco, il comune di Cairo e il sindaco Briano hanno scritto una lettera al ministero rivendicando questo tavolo, ma ad oggi ancora non c’è stata una risposta. Quell’accordo del 17 novenbre non era solo finalizzato alla cassa integrazione e alla cessazione di attività, infatti l’accordo prevedeva una riqualificazione per evitare i licenziamenti perchè su Ferrania non deve essere scritta la parola fine e si deve continuare a fare industria rissorbendo lavoratori cassa integrati” dice con fermezza Berruti sulla questione Ferrania.
Il Tar Liguria ha respinto il ricorso di Ferrania per ottenere il diritto ad ottenere la costruzione della centrale a biomasse da 10 MW. Quali novità ci sono al momento sulla Centrale? “Questo è un altro vincolo che c’è all’interno dell’accordo di programma, tutti gli impegni devono essere rispettati naturalmente compreso questo. – afferma il segretario provinciale Filcem Cgil - Oggi per noi è centrale il fatto che si rimetta insieme un percorso condiviso che ci rimetta in condizioni in questo anno di recuperare il 30 % dei lavoratori in cassa ricollocati, altrimenti non avremo un secondo anno di cassa integrazione. Occore individuare una soluzione di questo sito, dove sono arrivati parechi soldi pubblici e dove ci auguriamo si possa continuare a fare impresa e occupazione”.
Tra le tante aziende in difficoltà Piral sembra aver trovato una via di uscita da una situazione che non lasciava molte speranze per il futuro come ci ha confermato Berruti "Sta migliorando la situazione di questa azienda storica che ha inventato la pignatta marrone di terracotta alla fine dell’800, ma si è rischiato di perdere questa importante realtà industriale del territorio. Questa azienda si sposterà da Albissola a Vado con uno step scansionato e assumerà a regime i 17 lavoratori della Piral. Non ci resta che aspettare che partano le nuove attività dal nuovo sito”.











