Incontro del tutto interlocutorio quello di oggi pomeriggio tra il primo cittadino di Cairo e l’assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo. Al centro, la situazione attuale e futura del Pronto soccorso cairese. Spiega, il sindaco Briano: “Dal 1 febbraio il dottor Costantino Eretta verrà trasferito ad altra Asl e il reparto si troverà in una condizione di organico impossibile, con 3 medici più ilo responsabile a fronte di un organico ottimale di 5 medici più il responsabile. Una situazione che non consentirebbe nemmeno di coprire totalmente i turni. In tale contesto ho avuto la rassicurazione da parte dell’assessore Montaldo, che il dottor Eretta verrà sosituito (quando e come non è, però, chiaro)”.
Ma la “grande assente” è proprio la delibera regionale sulla rete dell’ emergenza, che non c’è ancora (le indiscrezioni di qualche mese fa che ventilavano la delibera pubblicata tra febbraio e marzo si rivelano, quindi, fondate). Ammette, lo stesso Briano: “ La delibera regionale non è ancora pronta, anche se dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. Abbiamo concordato di rivederci tra una decina di giorni, con una bozza della delibera in mano, in modo da poter discutere su dati certi e tempi di attuazione”.
E che occorra fare qualcosa, dare certezze e concretezza, è evidente: secondo dati ufficiosi il Pronto soccorso cairese registrerebbe una netta diminuzione degli ingressi, mentre aumentano quelli del Pronto di Savona, così come lo stesso Montaldo ha concordato che questa situazione, dove il Pronto soccorso cairese non è “né carne né pesce”, ovvero né un Pronto soccorso al pieno delle potenzialità, né un declassato reparto di Primo intervento, deve essere risolta. Nonostante la tanta carne al fuoco, dalle sofferenze delle Pubbliche assistenze per gli aumenti dei viaggi causati dai minori accessi al Pronto soccorso e dalla chiusura di Chirurgia generale; alla provocazione di Briano “fuori i medici dagli uffici: che tornino a fare i medici e on i burocrati stra pagati”; al futuro assetto del fantomatico polo di Day Surgery, all’appalto per le nuove sale operatorie, l’incontro non avrebbe portato altri elementi di novità. Argomenti che, a quanto pare, potrebbero essere al centro di un confronto pubblico previsto, anche questo, per febbraio.













