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Attualità | 24 marzo 2012, 14:20

Perchè Italiana Coke non vuole la misurazione degli inquinanti ai camini?

Intervento dell’Associazione Progetto Vita e Ambiente sull’AIA: l'azienda non vorrebbe il monitoraggio degli inquinanti ai camini

Perchè Italiana Coke non vuole la misurazione degli inquinanti ai camini?

Afferma, la presidente dell’associazione, Nadia Bertetto: “E' vero, quando è stata formalizzata l'AIA, si poteva indubbiamente già pretendere le centraline ai camini, nonchè il divieto assoluto di infornamento delle melme, o residui di lavorazione, come le chiamano perché suona meglio.

E’ stata probabilmente una mancanza del Comune, alla quale, però, si è saputo rimediare, con onestà intellettuale, visto che solo gli idioti non cambiano mai opinione, anche di fronte all’evidenza. Ma il fatto che il Comune non l’abbia richiesta lo scorso anno, ma solo ora, non può essere utilizzato come motivo e pretesto per giustificare, come sembra stia facendo la Provincia, che allora non è giusto richiedere un’apertura delle procedure. La pochezza di tale argomentazione, utilizzata solo in modo strumentale, come specchietto per le allodole invece di affrontare la situazione nella sua evidente realtà, si commenta da sola”.

Per la Bertetto il nodo fondamentale è poi un altro, e altrettanto evidente: “Perché non si vogliono i monitoraggi continui ai camini? Stride davvero la litania che ripetono azienda, industriali e Provincia, che l’Italiana Coke è un’ azienda che rispetta norme e parametri e l’assoluto e  costante rifiuto di quei controlli. Se non inquina perché avere paura dei controlli? Il paradosso è talmente evidente….”

Così come stride, sempre secondo la Bertetto, il fatto che “ si legga sui giornali che il candidato del centro-destra, Felice Rota, sollecitato su Italiana Coke, dica che deve verificare la situazione, che chiederà all’azienda di fare un sopralluogo. Ma dove ha vissuto per tutti questi anni? Non è di Cairo? Non conosce già la situazione? Cosa si aspetta da un eventuale tour guidato e concordato con l’azienda, quasi fosse una gita a Dysneland?”

Continua: “Davvero eclatante poi la posizione della Provincia, con la prima seduta della Conferenza dei servizi che si è chiusa con un nulla di fatto ed un rimandare tutto fra tre mesi, ovviamente dopo le elezioni. Del resto quella del rimandare è sempre stata la politica generale verso l’Italiana Coke, permettendo all’azienda di continuare l’attività con deroghe su deroghe, rinvii su rinvii. Ed il risultato è che dopo il rilascio dell’AIA, che per logica avrebbe dovuto migliorare tutto l’impatto ambientale, la situazione è, invece, peggiorata”.

Situazione peggiorata, per obiettività, secondo esposti e reclami dell’ associazione, mentre i vari rilievi effettuati dall’Arpal non denotano anomalie così importanti ed evidenti, ed anche a fronte di fenomeni denunciati dalle associazioni e da alcuni residenti, come odori o fumi, le analisi effettuate smentiscono, come nel recente caso di puzza a Bragno, esuberi di sorta.

e.m.

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