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Sanità | 24 aprile 2013, 12:58

"ASL allo sbando? Colpa di Neirotti e Agosti"

Veirana (CGIL) spara a zero sulla dirigenza: "Si fanno scudo dei tagli, incapaci di riorganizzare: pensano più alla propria poltrona"

Flavio Neirotti, direttore generale ASL 2, bersaglio principale del durissimo attacco di Fulvia Veirana, FP CGIL

Flavio Neirotti, direttore generale ASL 2, bersaglio principale del durissimo attacco di Fulvia Veirana, FP CGIL

"Non c'è stata nè lungimiranza, né coraggio... neppure la volontà". Sembra ormai guerra aperta tra il mondo sindacale e la sanità locale. Solo ieri Ciro Ferrentino aveva contestato l'assessore regionale Claudio Montaldo, reo a suo dire di aver rifiutato di applicare un accordo già preso a dicembre riguardante l'ospedale di Cairo Montenotte, abbandonando le trattative senza dare motivazioni. Oggi invece a intervenire a gamba tesa è Fulvia Veirana, segretario generale Funzione Pubblica CGIL. L'obiettivo dei suoi strali è Flavio Neirotti, il direttore generale dell'ASL, e con lui Claudia Agosti, direttore sanitario. L'accusa della sindacalista è quella di essersi rivelati inadeguati nel capire il momento difficile e trovare i giusti rimedi.

"Abbiamo un sistema sanitario a cui negli anni sono state tolte risorse, e la dirigenza dell'ASL non è stata in grado di portare una nuova organizzazione che con quelle risorse fosse in grado di erogare comunque servizi - è la critica della Veirana - In questi ultimi anni è stato scaricato tutto il peso dei tagli sui lavoratori: ne mancano all'appello tra i 200 e i 250, mai sostituiti, che si sono dovuti fare carico di esercitare comunque un numero di servizi molto superiore a quello che facevano prima, ma del tutto privati della capacità dell'ASL di organizzare quei servizi in un modo diverso o innovativo. Avremmo centomila battaglie da fare, ma ci fermiamo di fronte all'incapacità di organizzare il sistema".

Il paradosso, lamentano i sindacati, è che le proposte a Regione e ASL siano arrivate dai lavoratori e ricusate dai quadri, quando solitamente avviene il contrario: "Anche a fronte di un accordo firmato in regione l'ASL non si è mai degnata di discutere un nuovo modello organizzativo, che desse a tutti i territori l'opportunità di usufruire dei servizi sanitari, e ai lavoratori la possibilità di operare con carichi di lavoro più sostenibili".

Anzi, secondo la sindacalista la Regione è stata usata come capro espiatorio: "Si è tentato di scaricare tutte le responsabilità dei problemi sulla Regione. Ci si è fatti scudo dei tagli per non provare nemmeno a riorganizzare, magari dimostrando coi risultati che poteva funzionare. Ci si è fermati alle schermaglie politiche senza guardare avanti".

E i colpevoli principali di tutto questo, Veirana li individua proprio in Neirotti e Agosti. "Non dico siano incapaci o pigri; ma sono rimasti ancorati a un modello di 10 anni fa che con le ridotte risorse di oggi non va più bene. E' mancato il coraggio e la mentalità della programmazione. Si è tagliato dove non si vedeva oppure dove faceva meno clamore, quando magari in realtà si trattava di servizi essenziali. Prendo ad esempio l'assistenza territoriale: il taglio non si vede e nessuno ne parla, ma in realtà è un servizio che evita l'afflusso di persone agli ospedali, e l'unico risultato è stato quello di intasare le strutture ospedaliere ancora di più. Nemmeno si tenta di operare seguendo un modello". Accuse durissime della dirigente CGIL, secondo la quale Neirotti sarebbe perlomeno "poco lungimirante" nelle sue scelte, operando con un orizzonte temporale limitato invece di guardare alla sanità da qui a 20 anni.

Ma la crisi non era nazionale? Ecco che arriva l'affondo finale: "Sì, ma qui va peggio. Altrove se uno prenota una ecografia rischia di aspettare otto mesi; a Savona non gli viene nemmeno fissata, c'è proprio lo sbarramento. Se la soluzione sarebbe sostituire Neirotti con un altro dirigente? No, a me è anche simpatico, ma deve cambiare mentalità. Se ha la volontà di cambiare le cose con l'obiettivo di avere una sanità più funzionante, a me va bene qualsiasi direttore generale, anche Neirotti. Il punto però è l'atteggiamento con cui si fanno le scelte: la vera volontà di servire i cittadini, oppure il desiderio di non scontentare i vari 'poteri' pur di ottenere la riconferma...".

Un rapporto diventato tesissimo, indice di un malessere da parte dei sindacati ormai allo stremo e sul punto di esplodere. E tutto questo mentre si valuta l'ipotesi di una fusione tra le ASL di Savona e Imperia, con Neirotti e Agosti nuovamente in un ruolo dirigenziale: dovesse andare in porto, chissà come la prenderà la CGIL, viste le premesse.

Andrea Chiovelli

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