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Attualità | 23 luglio 2013, 09:23

Rondone ferito a Campoligure (GE) trova asilo all'ENPA di Savona

Odissea della soccorritrice: a Genova non esiste struttura adeguata. L'ENPA attacca gli enti pubblici

Il rondone ferito

Il rondone ferito

"Si fa un gran parlare di difesa della biodiversità ma, all’atto pratico quando si tratta di difenderla con i fatti, gli enti pubblici, ai quali le leggi affidano tale compito, dimostrano tutta la loro indifferenza". Con queste parole l'ENPA di Savona lanca il suo j'accuse alle amministrazioni.

La storia è la seguente. Una signora raccoglie a Campoligure (GE) un rondone caduto a terra ferito; non se la sente, come fanno tante persone, di voltarsi dall’altra parte e si rivolge ad una decina di enti pubblici per trovargli un ricovero; le risposte sono più o meno le stesse: non è di nostra competenza, non abbiamo i fondi e le strutture per curarlo, e così via, in tutta la provincia di Genova, il compito di curare la fauna selvatica ferita o in difficoltà è delle Amministrazioni Provinciali, non c’è un posto dove portare il volatile. "A questo punto la signora esasperata telefona alla lontana Protezione Animali di Savona - raccontano i volontari ENPA - che, malgrado in questo periodo si debba accollare, senza alcuna convenzione con la locale Provincia, il soccorso e la cura di una media di 12 animali selvatici al giorno, decide di accettare anche questo sfortunato soggetto extraprovinciale".

Il rondone di Campoligure ora sta bene, è in cura assieme ad altre decine di soggetti raccolti dall’ENPA savonese (60 quest’anno), i cui volontari specializzati, guidati da Antonella, sono costretti a turni massacranti perché occorre alimentarli quasi ogni ora dal mattino alla sera; appena ristabilitosi verrà riportato nella zona di provenienza e liberato, per continuare l’importantissimo lavoro che svolge per l’ambiente e le persone, divorando ogni giorno centinaia di insetti.

"E’ vergognoso - tuonano i volontari dell’ENPA Savonese - che nella Liguria del 2000 non esista ancora un servizio pubblico di soccorso e cura della fauna selvatica ferita e in difficoltà, lasciandolo ipocritamente fare ad associazioni di volontariato che non ricevono per giunta alcun contributo per far fronte alle notevoli spese vive sostenute. Occorre al più presto che Regione e Province si attivino direttamente o mettano a disposizione le risorse: è un obbligo di legge al quale non possono più sottrarsi ed i cittadini che non trovano risposte minacciano di rivolgersi alla Magistratura".

c.s.

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