Né con Berlusconi, né con Salvini. Allo stato attuale delle cose, in quello che definisce “un momento di grande confusione” in politica, sembra essere questa la posizione del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, stando alle parole dell'on. Eugenio Minasso, coordinatore ligure del partito. Il quale, ospite di Cristiano Bosco negli studi di “Sotto Pressione” su LiguriaWeb.tv, auspica la formazione di una alleanza tra “centristi e socialdemocratici” e annuncia l'imminente scioglimento di NCD, per confluire in una nuova realtà ispirata al PPE con UDC, Popolari per l'Italia e Scelta Civica.
“Ma NCD, dunque, è un partito di centrodestra o di centrosinistra?”, chiede subito il conduttore. “NCD è un partito nato in un momento molto particolare, in cui persone che militavano nel centrodestra hanno deciso di sostenere un Governo, mentre una parte del PdL che faceva riferimento a Berlusconi ha deciso di abbandonarlo”, risponde Minasso. “Siccome il marchio del PDL e quello di Forza Italia erano purtroppo di proprietà di Berlusconi, abbiamo dovuto, nel giro di pochi giorni, inventarci un nome da dare al gruppo rimasto all'interno dell'esecutivo. Lo abbiamo chiamato, in quel momento, Nuovo Centrodestra perché la nostra posizione era molto chiara, scegliendo di rimanere nel Governo di Enrico Letta, che peraltro era stato voluto da Berlusconi”.
A livello nazionale, al Governo con Renzi e con il PD. A livello regionale, all'opposizione di Burlando? “Non siamo contro il governo Burlando. Lo siamo stati e lo siamo in questo momento storico, perché il NCD è una branca dell'ex PDL, quindi abbiamo portato a termine il compito che ci avevano affidato i nostri elettori”, afferma il coordinatore ligure di NCD, che coglie l'occasione per annunciare “grandissime novità”. Ovvero, lo scioglimento del suo partito, per dare vita a qualcosa di nuovo. “Il PPE sta nascendo anche in italia. Ancora non sappiamo se si chiamerà Iniziativa Popolare, Costituente Popolare o Italia Popolare: sarò a Roma all'incontro ufficiale con Alfano, Quagliariello e Lupi, per decidere la partenza dei gruppi parlamentari e regionali di questa costituente, per poi, a gennaio, tenere un vero e proprio congresso, per la fondazione ufficiale del PPE in Italia. Aderiranno e si scioglieranno in un unico partito NCD, UDC, Popolari per l'Italia e Scelta Civica: quattro partiti fusi assieme, con un gruppo parlamentare e senatoriale unico”.
Una svolta, che avrà ripercussioni anche sul territorio. “Dobbiamo effettuare una riflessione molto attenta”, ammette l'ex deputato. “Il Partito Popolare è una sorta rivisitazione di una DC, popolare europea, un po' come Merkel e Juncker, che governano l'Europa. In Consiglio Regionale abbiamo tre consiglieri di NCD, un indipendente, Angelo Barbero, due di Scelta Civica e due UDC. Ci metteremo tutti in un gruppo e decideremo da che parte stare, senza dimenticare che quattro sono in maggioranza e tre in opposizione, con Barbero a guardare”. Necessario trovare una quadra. Se dipendesse da Minasso, lui ha però già le idee chiare: “Penso che il futuro dell'Italia possa passare da un'alleanza tra un partito popolare vero, moderato, centrista, laico e cattolico, e un partito socialdemocratico moderno. Dunque, escludendo da un lato la parte più estrema del PD - Civati, RC, SEL e partiti estremisti - e dall'altra parte Lega Nord, oggi ormai in una posizione quasi xenofoba e razzista, Fratelli d'Italia che è partito determinatamente di destra, e infine Forza Italia, che in questo momento ha preso delle posizioni da parte nostra per niente condivisibili; basti pensare alla posizione presa dalla fidanzata di Berlusconi sulla faccenda di gay, arcigay, matrimoni, adozioni...non siamo assolutamente favorevoli a questo, Forza Italia è molto distante dal nostro pensiero”.
Quindi, una rinnovata alleanza con il PD. “Non possiamo non notare che l'atteggiamento che Renzi e una parte importante del PD stanno tenendo nei confronti di sindacati, lavoro, leggi sulla famiglia, non corrisponda certo a posizioni di centrosinistra, ma di centrodestra”, nota Minasso. “È un momento in cui le distanze e le differenze ideologiche si sono assolutamente azzerate: oggi, la differenza la fanno le persone, i programmi, i progetti. Noi vogliamo offrire un'opportunità e un contenitore dove si possano riconoscere i moderati italiani, come avviene in altre parti d'Europa: è il momento ideale per farlo”.
E tra Paita e Cofferati, rivali nelle primarie PD, Eugenio Minasso per chi tifa?
“Non vado a guardare in casa d'altri. Tuttavia, sono sempre stato per le persone del territorio, e non per i paracadutati. Non tifando per nessuno dei due, penso che una persona sul territorio sia più importante di una persona che viene paracadutata dall'alto”.
In Breve
mercoledì 27 maggio
martedì 26 maggio
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Attualità














