Dal 27 dicembre e per tutto il periodo delle feste di Natale è allestita la mostra “La mia Laigueglia” - Foto parlate di Giacinto Buscaglia presso Corso G.B. Libero Badarò N.5.
Tutti hanno come soggetto Laigueglia, colta in ogni sua sfaccettatura ed angolazione, nelle varie stagioni: il mare, la spiaggia, il centro storico, le colline, la chiesa. Lo scopo è quello di comunicare al pubblico nel modo più efficace possibile l'amore che l’autore ha per il suo paese.
La mostra è costituita da una esposizione di pannelli composti ciascuno da una fotografia e da un testo scritto, ricavato da opere di Giacinto Buscaglia.
“Si può amare anche una pietra se tua madre ci stava seduta con te in braccio che guardavi il mondo per la prima volta. Si può amare un posto desolato, arido, senza alcuna attrattiva, se ci sono rimasti impigliati pezzi della tua anima quando eri bambino” affermano gli organizzatori della mostra.
“Ma se sei nato e vissuto a Laigueglia è più facile amarla, perché l’amore impregna di sé ogni cosa e chi è stato qui anche per poco non può non averci lasciato un frammento del suo cuore. L’amore di tante persone si sente, si respira, trasuda da ogni vicolo, da ogni terrazza assolata, da ogni ciappa del budello e il mare lo scalda, lo amplifica, lo rende ancora più grande.
Renato Fucini, scrittore verista, disse visitando Amalfi: “Il giorno del giudizio, per gli Amalfitani che andranno in Paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri.” Ciò che sento per il mio paese mi porta a pensare la stessa cosa: Il giorno del giudizio, per i Laiguegliesi che andranno in Paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri”.
Per rendere l’esperienza più intima è prevista la possibilità di visitare la mostra al buio, con l’aiuto di una piccola luce.
Giacinto Buscaglia è nato a Savona nel 1957. Ha due figli e vive a Laigueglia, un piccolo ed incantevole borgo sul mare. Lavora come psichiatra in un Servizio di Salute Mentale. Autore di testi scientifici e di romanzi, ha pubblicato con De Ferrari “Il medico di Aquilia” (2007) - “L’amore in fondo” (2013) e, insieme a Franca Pezzoni, “Parlare di follia” (2006), “La porpora e il nero" (2010)














