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Eventi | 13 agosto 2015, 08:01

Cairo, oltre 5 mila visitatori per la mostra "Luci di Stelle Nere"

L'Arte che infrange le barriere

Cairo, oltre 5 mila visitatori per la mostra "Luci di Stelle Nere"

Straordinario afflusso di pubblico per l'esposizione al Palazzo di Città di Cairo Montenotte: migliaia di persone hanno visitato la mostra dell'artista ligure, totalmente dedicata alle possibilità espressive dell'archeologia industriale. Le quaranta opere esposte, realizzate su metalli con tecniche lontanissime dalla pittura tradizionale - combustioni, reazioni chimiche, abrasioni, incisioni, saldature - raccontano un mondo abbandonato, dismesso, su cui raramente si soffermano gli sguardi delle persone, se non per percepirne il degrado e la fatiscenza. L'incredibile mole di architetture industriali, ormai prive di una funzione produttiva, nella mostra si sono trasformate nei soggetti di Opere prodotte sul metallo "riciclato" dalla dismissione di questo mondo "laterale". Il pubblico ha reagito con sorpresa e fascino nel riconoscere questi luoghi famigliari, spesso disprezzati, ritratti con una vena romantica, poetica e "contemporanea". L'evidente distanza dai temi classici della pittura ha dato forza al tentativo dell'artista, da sempre impegnato nella ricerca di una bellezza diversa, nascosta dal degrado in cui versano i relitti dell'industrializzazione. "I visitatori si stupivano nel rendersi conto che ciò che guardavano con tanta ammirazione, fosse qualcosa che conoscevano, nella maggior parte dei casi, molto bene", confessa Carnevale, "Viceversa, talvolta l'iniziale diffidenza verso un soggetto così pieno di contraddizioni si trasformava in una presa di coscienza: il valore storico, simbolico, architettonico di questi giganti abbandonati diventa evidente. E andrebbe valorizzato". In un mondo in cui la cementificazione distrugge un paesaggio meraviglioso - in Liguria più che mai - l'idea di lasciare in disuso interi spazi così carichi di storia è a dir poco folle. Appare come una ferita che non vuole rimarginare. La riqualificazione, cardine di esempi di rilancio culturale e sociale - si pensi alla città di Berlino - sarebbe spunto per una ripresa volta a valorizzare un patrimonio immenso, costellato anche da questi luoghi, oggi abbandonati, che fanno inevitabilmente parte della nostra Storia. "Senza coscienza, senza memoria, non c'è futuro", conclude l'Artista, "Se l'arte si riappropriasse del proprio valore sociale, se oltre la bellezza ci fosse una scintilla pronta a generare interrogativi, riflessioni, dialogo, forse saremmo tutti più partecipi e pronti a costruire un mondo nuovo, e forse migliore". 

Il successo di una mostra così difficile, per certi versi, lascia ben sperare.

c.s.

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