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Eventi | 01 febbraio 2016, 15:14

Finale Ligure ha ricordato la giornata della Memoria

Numerosi gli eventi a Finalborgo

Finale Ligure ha ricordato la giornata della Memoria

A più di settant’anni dalla liberazione degli internati del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe dell’Armata Rossa, mercoledì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria 2016, Finalborgo è stato teatro di un evento dedicato al libro Eravamo solo numeri di Teo de Luigi. Il volume racconta, in forma di intervista, la storia di Antonio Arnaldi, deportato finalese nei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen nel 1944.

L’evento, che ha inaugurato una mostra che raccoglie le illustrazioni originali del libro, realizzate dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Finale Ligure, è stato visitata da molti alunni delle scuole finalesi ma è diventata  anche occasione per i bambini provenienti da due scuole elementari del Comune di Milano, giunti a Pietra Ligure per trascorrere una settimana di Scuola Natura, per riflettere e confrontarsi assieme in un contesto inusuale su temi come la deportazione, la discriminazione, la guerra, la dignità e la libertà dell’uomo.

Dopo aver partecipato ad un momento di confronto svoltosi in Casa Vacanza, i bambini hanno infatti ascoltato, per voce del presidente della sezione ANPI Mirko Bruzzi (Mino) di Finale Ligure Stefania Bonora, alcuni passaggi del libro che raccoglie la vicenda del suo protagonista Tunitto. E così, con alla mano gomma e matita, pennelli, pastelli e pennarelli, ognuno di loro ha potuto lasciare una personale traccia delle impressioni e delle suggestioni ricevute, ma anche dei pensieri sviluppati riflettendo in particolare (ma non solo) sul dramma della Shoah.

Un piccolo gesto, certo, e tuttavia grande nei significati, che ha consentito ai bambini delle cinque classi coinvolte di esprimersi, raccontando a loro volta, con entusiasmo ed un pizzico di commozione, aneddoti e particolari familiari ascoltati soprattutto dai nonni. Per tutti loro l’esperienza è stata indubbiamente un esempio di come, anche nel pur breve lasso di tempo che contraddistingue il progetto di Scuola Natura, sia possibile soffermarsi più a fondo su un territorio e sulla comunità che lo abita, imparando e restituendo qualcosa di proprio; in questo caso sul terreno condiviso della memoria. 

Cinzia Gatti

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