Marco Melgrati, già capogruppo di Forza Italia in Regione nella scora legislatura, dopo aver letto sui media del rinvio a giudizio per la vicenda delle spese pazze, commenta così: “ero e sono tranquillo perché so di aver sempre agito correttamente, nel rispetto della legge. Lo dimostrano i miei 22 anni di storia amministrativa, prima da Assessore e poi da Sindaco di Alassio, passando attraverso l’incarico di Consigliere Provinciale eletto 4 volte, e per ultimo da Consigliere Regionale. Lo dimostrano i miei 24 processi e le 24 assoluzioni da Sindaco di Alassio. Anche questa volta riuscirò a dimostrare la mia assoluta buona fede e la correttezza nell’uso del denaro pubblico. Mai mi sono sognato di approfittare della mia posizione politica per “appropriarmi”, direttamente o indirettamente, di soldi pubblici (o privati). Ma quali sono le cifre di queste presunte “spese pazze” di cui si è fatto tanto rumore e che mi sono state imputate personalmente? 1533,10 euro di pedaggi autostradali e 726 euro per bottiglie di vino imputate sulle spese di rappresentanza… totale euro 2.259,10; questo prima del rinvio a giudizio, dove mi son o visto aggiungere altri 1.600 euro sempre di spese di rappresentanza.
Ma veniamo al dettaglio. Mi si contestano 1533,10 euro di pedaggi autostradali, emessi in contemporanea con l’uso del Telepass attraverso la tessera autostradale. Sono pedaggi che venivano effettuati dalla mia assistente, per recarsi da Pietra Ligure ad Alassio (via Albenga) e viceversa a lavorare nel mio ufficio di Alassio per preparare interrogazioni, proposte di legge, interpellanze, ordini del giorno, da me predisposti in bozza, mentre io andavo a Genova a lavorare in Commissione. E prima di usare questa tessera, la mia assistente aveva chiesto a un Dirigente dell’Ufficio Economato della Regione se questa cosa fosse possibile. La risposta del Dirigente Regionale era stata che la tessera è nella disponibilità del Consigliere, ed è facoltà del Consigliere di darla al collaboratore per espletare le proprie funzioni inerenti la tipologia di incarico ricevuto. Insomma non era vietato, anzi ammesso”.
Dopo il mio comunicato stampa dei primi di aprile, conseguente alla comunicazione di chiusura delle indagini, la mia assistente era stata effettivamente interrogata e aveva potuto rappresentare agli inquirenti i fatti, come effettivamente sono accaduti. Stupisce che non sia arrivata anche per me l’archiviazione.
“Vengono contestati inoltre 726 euro per l’acquisto di 30 bottiglie da 20 euro + iva come spese di rappresentanza, distribuite in confezione singola in occasione delle festività natalizie. La legge precedente, in vigore all’epoca dei fatti, aveva la voce, nelle spese possibili dei gruppi, spese di rappresentanza. Punto. Cioè senza indicare l’importo massimo o minimo, né la natura delle spese di rappresentanza. In 5 anni mi vengono contestati 30 bottiglie di vino! Dopo il mio ultimo comunicato stampa, dell’aprile del 2015, sono stati aggiunti 1.600 euro, “sul prezzo”, sempre di spese di rappresentanza, e 35/40 euro di un pranzo a Roma… Se andavo a Roma, e andavo solo per motivi istituzionali, legati al mio mandato, o al ruolo di membro della Direzione Nazionale dell’AICRE, sempre su mandato regionale, e non può essere altro.
Credo che siamo nei limiti della correttezza. Comunque sono disponibile già da ora a fare un bonifico alla Regione Liguria per questa cifra, che volevo già rimborsare, anche se ritengo sia corretta, e avvallata dalla apposita Commissione di Controllo Regionale sui rendiconti. Quando sono stato chiamato dalla Commissione Rendiconti per restituire cifre che la Commissione non riteneva rimborsabili (5.000 euro del contributo all’affitto della sede di Forza Italia di Cairo Montenotte, non rimborsabili perché io non ero indicato nel contratto di affitto, puntualmente rimborsate) avevo chiesto se questa spesa (quella delle 30 bottiglie) fosse anche da rimborsare, perché ero assolutamente disponibile. La risposta della Commissione è stata NO, perché rientrava appieno nella voce prevista dalla legge come spese di rappresentanza. Sarebbe interessante per gli inquirenti chiamare chi ha usufruito di questi omaggi natalizi, corredati dal biglietto di auguri del Consiglio Regionale. Di alcuni conservo viva la memoria.
“Per il resto vengo indagato come ex capogruppo per le somme imputate ad altri Consiglieri del Gruppo. Cifre che, come Capogruppo, avevo avvallato “sub judice”, perché avrebbero dovuto passare, come sono passate, prima dell’approvazione definitiva, al vaglio della apposita Commissione Controllo dei Rendiconti, che le aveva approvate. Molte spese non sono state approvate da questa Commissione Regionale, ed erano già state rimborsate, dopo la “potatura” della Commissione. Per questo motivo sono assolutamente sereno, e attendo con tranquillità l’esito di questa vicenda, dove sarà dimostrata la mia buona fede e la mia onestà intellettuale e morale, ancora una volta. Per questa “querelle”, come ex Capogruppo, sono finito in prima pagina su un quotidiano nazionale con la fotografia per più di un mese, tutti i giorni, come l’ultimo dei delinquenti.
Ho aiutato, da Sindaco e da consigliere Regionale, famiglie che non arrivavano alla fine del mese, pagando di tasca mia affitti, gas, bollette della luce, medicine che l’Asl non passava gratuitamente, senza pubblicizzare la cosa, perchè “non sappia la mano destra quello che fa la sinistra”, e lo continuo a fare, nonostante non abbia più uno stipendio “pubblico”. Tra i miei valori fondamentali c’è sicuramente l’Onestà. E io sono sicuro, conclude l’ex capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, di avere dimostrato negli anni di non aver mai approfittato della mia posizione e di non essermi mai appropriato di fondi pubblici; e lo dimostrerò anche questa volta!














