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Solidarietà | 16 giugno 2016, 07:00

Una panchina per Loredana Colucci, la richiesta ai sindaci da parte del Gruppo di Solidarietà

Simbolo di un impegno contro la violenza sulle donne e la richiesta di corsi e sensibilizzazione all'interno dell scuole

Una panchina per Loredana Colucci, la richiesta ai sindaci da parte del Gruppo di Solidarietà

Il Gruppo di Solidarietà per Loredana Colucci, ad un anno dalla sua scomparsa, continua a battersi contro la violenza sulle donne.

Troppe le notizie che parlano di femminicidio e violenze - spesso inferte all’interno di ambienti famigliari e da compagni violenti o che non si rassegnano alla fine di un amore – e contro queste la volontà di fare qualcosa.

I numeri sono quelli che conosciamo, dal 1 gennaio ad oggi 58 le donne uccise e i dati Istat sono impietosi: in Italia 7 milioni di donne sono state vittime di violenza ad opera di un familiare, un fidanzato, un amante.
E' necessario chiedresi cosa fare oltre l'indignazione e l'orrore che proviamo ogniqualvolta una donna viene massacrata, uccisa, bruciata, deturpata, violentata.

Questa è stata anche la triste sorte di Loredana, una donna, una mamma che aveva allontanato il compagno e lo aveva denunciato più volte date le continue minacce, ma che, quel 2 giugno, trovandolo in casa, non ha potuto difendersi dalla furia del suo coltello.

Come Loredana sono tante le donne vittima di violenza e, in memoria di Loredana, ma ancor più contro questa crescente violenza , arriva la richiesta da parte del Gruppo di Solidarietà diretta a sindaci e amministratori di Castellana Grotte e di Albenga affinché venga dedicata una panchina od un luogo simbolo alla sua memoria che possa fungere, inoltre, da simbolo dell’impegno delle amministrazioni su questa tematica

AffermaMercedes Lanzillotta del GRuppo di Solidarietà per Loredana Colucci "Chiediamo a voi Sindaci alla città di Castellana Grotte e Albenga di pronunciare parole forti e di impegno perchè nel prossimo anno scolastico 2016 - 2017 verranno promossi corsi di educazione e lotta alla violenza di genere in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, perchè "solo riscrivendo la grammatica delle relazioni affettive, ma anche occupandosi, attraverso l'educazione o attraverso le diagnosi precoci, delle fratture identitarie che attraversano tutti quegli uomini e tutti quei ragazzi che pensano di poter trattare le donne come semplici "cose" (Michela Marzano) si possano compiere i veri passi verso il vivere senza questo orrore.
Chiediamo  impegni concreti nell’ambito della lotta alla violenza contro le donne e, allo scopo, che si organizzino e promuovino progetti scolastici di prevenzione e sensibilizzazione sul tema. Crediamo, infatti che, trattandosi di un problema culturale, intercettare la violenza di genere già nelle scuole, possa essere più efficace dei soliti proclami fini a sè stessi.
Progetti necessariamente tenuti dai centriantiviolenza laici e non influenzati da culture che hanno in sè il possesso della donna e che portano alla giustificazione del femmincidio."

L’idea è venuta prendendo spunto da quanto realizzato nel quartiere romano dove fu uccisa Claudia Ferrari, una settimana dopo Loredana, ma la volontà quella che non rimanga un gesto isolato, ma che si possa dare il via ad incontri formativi all’interno delle scuole per sensibilizzare bambini e ragazzi (spesso anch’essi vittime e spettatori di continue violenze e soprusi) su queste tematiche.

Proprio in questa direzione va la richiesta del Gruppo di Solidarietà per Loredana Colucci, affinchè la sua morte possa dare via ad un progetto volto ad evitare che altre donne possano trovare la stessa drammatica sorte

Mara Cacace

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