Area di crisi industriale complessa. Riconoscimento più azzeccato, approvato dalla Regione, non poteva esserci per la provincia di Savona, dove le tre aziende più grandi del territorio sono in estrema crisi, in attesa del riconoscimento dal governo.
Tirreno Power, Bombardier, Piaggio: dal settore elettrico a quello meccanico e aeronautico, la crisi industriale non fa sconti a nessuno e a rimetterci sono i lavoratori e tutto il territorio savonese. Persa la commessa Bombardier e dopo l'annuncio della mobilità per Tirreno Power e Piaggio, ultima speranza ora è al Ministero dello Sviluppo Economico dove sono attesi incontri il 22 settembre per Tirreno Power e il 29 settembre per Bombardier.
Alla luce degli ultimi sviluppi, questo il bilancio sulle tre aziende:
Tirreno Power
Lo scorso 7 settembre l’azienda ha annunciato l’avvio della procedura di mobilità per 186 lavoratori del gruppo, di cui 114 nella centrale di Vado Ligure. E’ rottura totale tra azienda e sindacati che minacciano nuove azioni di lotta e uno sciopero generale.
In seguito è stato convocato per giovedì 22 settembre il vertice al Ministero dello Sviluppo Economico su Tirreno Power. A Savona, i sindacati hanno incontrato il prefetto e dato l’inizio a nuove azioni di lotta.
Bombardier
Nello scorso giugno la Bombardier di Vado Ligure ha perso la commessa di Trenitalia, che avrebbe garantito stabilità allo stabilimento. Trenitalia ha invece aggiudicato alla società Hitachi Rail Italy la maxi commessa relativa al lotto per la realizzazione di trecento convogli regionali ad alta capacità, a cui aveva partecipato anche la Bombardier di Vado Ligure, con il prodotto OMNEO. Ancora instabilità sui lavoratori in cassa integrazione.
E’ stato convocato un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per Bombardier il prossimo 29 settembre, al centro del vertice il piano industriale che dovrà essere presentato dall’azienda.
Piaggio
L’azienda lunedì ha comunicato ai rappresentanti sindacali di aver avviato le procedure di mobilità per 132 lavoratori dello stabilimento di Villanova d'Albenga. Lavoratori che dall’azienda erano stati considerati esuberi e che, secondo l’accordo del 2014, dovevano invece rientrare in Piaggio e in Laer, come esplicitato dai sindacati.














