Questo periodo tra Natale e Capodanno ha visto la città di Savona registrare ottimi numeri in termini di presenze di crocieristi; di certo ha fatto buon gioco un dicembre particolarmente mite e soleggiato, senza gravi perturbazioni e con temperature medie attorno ai 15 gradi, abbastanza superiori agli standard di stagione. Parametri che per i turisti che vengono dal Nord Europa corrispondono a un quadro degno di una primavera inoltrata.
Singolare, però, la sorpresa che molti crocieristi stranieri hanno trovato tra le botteghe di souvenir del centro storico di Savona: non mancano infatti alcune bottigliette (vendute al prezzo neanche tanto modico di circa 10 euro) dalla forma decisamente inequivocabile e, secondo alcuni residenti, anche piuttosto inappropriata.
Negli anni ’70, in piena era di “Liberazione Sessuale”, avevamo assistito a un vero e proprio boom dei cosiddetti “hot gadget”: si andava dalla penna che, premendo l’interruttore in alto, “toglieva il bikini” alla ragazza raffigurata sul bordo, fino alle tazze che, riempite di bevande calde, facevano apparire immagini sexy, oltre a tutto un nutrito repertorio di cartoline dalla Riviera Ligure popolate di ragazze nude in spiaggia.
Oggi questa moda “esibizionista” è tramontata e si è più o meno tutti d’accordo sul fatto che bisognerebbe rilanciare l’immagine della Riviera offrendo un turismo di qualità, basato sulla cultura, il patrimonio territoriale e monumentale e l’intrattenimento per famiglie. Per cui queste bizzarre bottigliette apparse nei negozi savonesi risultano, oltre che fuori luogo, anche un po’ fuori tempo. Decisamente datate, insomma.
La lamentela arriva in particolare da alcuni residenti, che dichiarano: “Noi non abbiamo alcuna intenzione che Savona venga ricordata nel mondo attraverso questi strani oggetti. Abbiamo tanti bei monumenti, dalla Torretta al Priamar, solo per dirne alcuni; perché non riprodurre quelli nell’oggettistica e nei soprammobili?”
Nel loro “excursus monumentale” questi savonesi evitano tatticamente di citare il prestigioso “Palazzo delle Palle”, che si trova all’inizio di corso Italia arrivando dal mare, e piazza Martiri della Libertà, comunemente nota come “ciassa du belìn”, forse per evitare ulteriori equivoci.














