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Politica | 09 maggio 2018, 18:42

Edilizia popolare, botta e risposta tra PD e l'Assessore regionale Scajola: "Legge giusta non si tocca"

Apertura sui criteri. "Sì al dialogo sui criteri in attuazione della legge sull’assegnazione delle case popolari, ma la norma, approvata l’anno scorso, è buona e non si tocca”. Lo dice l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola

Edilizia popolare, botta e risposta tra PD e l'Assessore regionale Scajola: "Legge giusta non si tocca"

Oggi si è svolta l’audizione dei capigruppo alla presenza dell’assessore Scajola e dei comitati dei quartieri collinari sui criteri di applicazione della legge 10 sull’assegnazione delle case popolari, così come modificata dal centrodestra un anno fa.

Spiegano dal PD: “Com’è noto il nostro giudizio sulla “legge Scajola” è fortemente negativo sia per le sue finalità propagandistiche (il tema “prima gli italiani” che guida il provvedimento e che ha portato il Governo a impugnarlo), sia perché non interviene sui veri temi della questione: la governance di Arte e le risorse per gli alloggi e le manutenzioni.  Com’era evidente da una legge sbagliata non poteva che nascere un regolamento pieno di contraddizioni. Grazie alla battaglia sostenuta in questi giorni dai comitati dei quartieri collinari e dai sindacati degli inquilini per fortuna sono stati fatti alcuni passi avanti rispetto ai criteri di applicazione iniziali. Pensiamo al modo con cui attuare la deroga di 5 anni al tetto Isee, al coinvolgimento dei sindacati nell’assegnazione del 50% delle case popolari alle diverse categorie di soggetti previsti dalla “legge Scajola”, così come al miglioramento delle soglie Isee per l’accesso agli alloggi delle famiglie monoparentali e di quelle per la decadenza. Tuttavia come Gruppo del Pd pensiamo che ci sia spazio per ulteriori miglioramenti e soprattutto che vada riaperta la discussione sulla legge. In particolare occorre intervenire sul ruolo dei figli nel computo del reddito Isee famigliare, che deve essere calcolato ai fini dell’affitto ma non deve incidere sulla decadenza, come prevedeva (per 10 anni) la versione precedente della legge. Per questa ragione abbiamo chiesto all’assessore Scajola di essere presente a una riunione della commissione competente insieme ai comitati e ai sindacati, per affinare ancora di più i criteri di applicazione della legge, prima che la Giunta assuma il provvedimento definitivo. In quella sede proporremo di riaprire la discussione sulla “legge Scajola” per correggerne almeno i limiti più evidenti. Siamo fermamente convinti che il tema dell’edilizia popolare debba tornare a essere prioritario per la Regione Liguria. Incalzeremo l’amministrazione affinché le norme possano essere migliorate a favore degli assegnatari e ci associamo alla richiesta di comitati e sindacati di convocare al più presto gli Stati Generali dell’edilizia popolare, per cogliere le opportunità offerte dal rifinanziamento del Bando periferie, dalle risorse dei Pon inclusione e dai fondi comunitari, per rimettere al centro del dibattito la rigenerazione e la riqualificazione dei nostri quartieri popolari.”

“Sì al dialogo sui criteri in attuazione della legge sull’assegnazione delle case popolari, ma la norma, approvata l’anno scorso, è buona e non si tocca”. Lo dice l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola rispondendo così alle osservazioni del Partito democratico in consiglio regionale. “E’ una legge giusta che dà più opportunità ai deboli e a coloro ai quali spesso viene negata la possibilità di accedere ad un alloggio popolare – spiega Scajola -  Si tratta di una norma, approvata l’anno scorso, che si basa sul senso di responsabilità e che supera la demagogia fatta in tuti questi anni da una sinistra che, oltre a non aver tutelato i più deboli, ha utilizzato politicamente un sistema che invece necessita di maggior senso di responsabilità e di maturità da parte di tutti. Con i comitati di quartiere il dialogo è aperto da sempre e anche con i sindacati, ma non tolleriamo azioni strumentali da parte del partito democratico che pensa di nuovo di rimettere nella confusione un sistema che a fatica stiamo rimettendo in ordine”.

Redazione

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