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Attualità | 15 settembre 2018, 14:00

"Finale per lo sport": tante importanti testimonianze nel nome di un'attività fisica sana (FOTOgallery)

All'evento organizzato dall'associazione Per Finale hanno partecipato atleti che rappresentano vere eccellenze in tutte le discipline

"Finale per lo sport": tante importanti testimonianze nel nome di un'attività fisica sana (FOTOgallery)

Si è svolta ieri sera, nell’auditorium di Santa Caterina a Finalborgo, la manifestazione dal titolo “Finale per lo sport”: atleti del comprensorio che in tempi recenti si sono distinti in varie discipline si sono pubblicamente confrontati sul tema: “Che cosa può dare una città (in questo caso Finale Ligure, ma il discorso può essere pariteticamente esteso ad ogni comune italiano) a chi vuol fare sport e, in cambio, che cosa dà lo sport alla città?”.

L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale Per Finale, che spiega: “Non siamo qui per svelare segreti, per trovare soluzioni o per imporre verità: siamo qui in primis per ascoltare noi stessi, in una serata che deve essere di arricchimento e condivisione per tutti”. L’intero evento è stato trasmesso in diretta streaming da Radio ANPI. Ai microfoni, Massimo Crippa e Italo Mazzucco, che hanno anche intervistato i numerosi ospiti.

A introdurre il dibattito è Tiziana Cileto, di Per Finale: “La mia grande emozione è quella di essere qui, al cospetto di questi atleti, non soltanto pensando a tutte le medaglie che hanno vinto e alle coppe che hanno sollevato, ma perché so quanto sudore, quanta fatica, quante rinunce hanno portato a questi risultati”.

Tiziana Cileto ringrazia i conduttori Crippa e Mazzucco, ringrazia il Comune di Finale Ligure per il patrocinio, ringrazia l’assessore allo sport Claudio Casanova, presente in sala, ringrazia l’attrice e doppiatrice Beatrice Simonetti, che da Roma ha mandato delle letture di testi dedicati allo sport che sono stati mandati in onda come voce fuori campo ad intervallare i vari interventi degli ospiti e ringrazia l’architetto Debora Ballarò e il Pozzo dei Desideri per i contributi all’allestimento del palco.

“Perché questa serata? Noi crediamo veramente che lo sport possa cambiare le persone, la società, possa rappresentare una possibilità di riscatto sociale dopo una vita di sacrificio”. Queste le motivazioni che hanno mosso Per Finale a organizzare l’evento. E a sostegno di questa tesi, Tiziana Cileto cita il libro “Abbiamo toccato le stelle”, dello scrittore genovese Riccardo Gazzaniga. 12 storie vere di campioni che in qualche modo hanno fatto la storia. Ma in particolare, la presentatrice si sofferma sulla vicenda di Yushla, ragazza che in Siria amava nuotare e andare in piscina. Ma la guerra costringe lei e la sorella a salire su un barcone. Nelle acque della Turchia l’imbarcazione si incaglia, rischia il naufragio, il viaggio sembra finito per tutti. Ma le due sorelle siriane, pur sapendo che non sarebbero mai riuscite a risalire a bordo, si sacrificano, si tuffano e sfruttano tutta la loro prestanza atletica per spingere da dietro il barcone fino a riva. La storia ha un lieto fine: tutti salvi, le due ragazze riescono a raggiungere la Germania, com’era nei loro sogni, e adesso Yushla fa parte della nazionale olimpica che raduna i rifugiati politici.

Prima di dare il via alla girandola di testimonianze, un attimo di raccoglimento, sulle note di “Genova per noi”, scritta e cantata da Paolo Conte, per ricordare un altro grande campione che non c’è più: Giorgio Donaggio, toiranese che ha corso i mondiali di trial, ucciso esattamente un mese fa dal crollo del Ponte Morandi.

La rassegna di atleti comincia con un saluto registrato dal finalese Matteo Bolla, giocatore di serie A2 di pallavolo, impegnato in una trasferta con il Cuneo Volley.

La parola poi passa ai “Cavrones” dell’ASD Trailrunners Finale, Alessandro Brunetti e Valter Vallarino, reduci dall’impegnativa Gore-Tex Transalpine Run (leggi QUI): sette tappe in sette giorni in ambienti climaticamete non facili, con continui salti di dislivello. I due atleti raccontano la loro storia, fatta di arrampicata, bici e sci prima di approdare alla corsa nei boschi. E lanciano due importanti appelli. Valter: “Sarebbe bello unirci e aiutarci tutti in un unico gruppo sportivo locale, anziché coltivare ognuno il proprio orticello”. E Alessandro: “Ci piacerebbe che il trailrunning avesse uno sviluppo simile a quello che si è avuto per il mondo della bike”. Dopodichè i due runners scappano per andare a una riunione che porterà alla realizzazione della prossima edizione di Finale For Nepal.

Chiara Bruzzese, campionessa italiana di ballo paralimpico, e Enrico Gazzola, otto volte campione italiano di questa stessa disciplina, una collezione di medaglie e di piazzamenti ai vertici del podio, raccontano le emozioni della gara internazionale in Polonia dalla quale sono reduci. E Gazzola ringrazia la Polisportiva del Finale: “Mi ha nominato Atleta Finalese del 2017, non è una cosa così scontata per un paralimpico. Quindi per me è un titolo che vale doppio”.

Gazzola introduce Luca Rembado, reduce da grandi risultati nel tiro a segno, che sottolinea quanto appena espresso dall’amico: “Purtroppo noi che giochiamo negli sport paralimpici non siamo sempre visti come veri atleti da serie A, neanche quando conquistiamo traguardi internazionali, ma siamo sempre un po’ considerati di serie B, quando non di Lega Pro, per usare una metafora calcistica”.

Federico Carle, pallavolista di Serie C con il Volley Finale (ma con un passato anche nel calcio), lancia un messaggio positivo: “Lo sport insegna valori importanti come l’amicizia, il reciproco rispetto, la vita in comunità”.

Marianna Battaglieri, giocatrice di softball e oggi “Mister” (anzi, “Miss”, essendo una allenatrice) dei Cubs Albisola-Finale, detti “Le Furie Azzurre”, quasi si commuove nel descrivere la sua cocciutaggine: “Volevo un campo e ho fatto veramente di tutto per averlo, l’ho persino seminato con le mie mani grazie a un’idea geniale avuta da una squadra per la quale tifo. Infatti ho visto che loro avevano usato la gramigna. Un’idea che magari farà storcere il naso a tanti agricoltori, ma adesso arrivando dall’autostrada, dove prima si vedeva uno sterrato polveroso, ora c’è uno splendido campo da baseball tutto verde, ed è una delle prime cose che si notano giungendo a Finale”.

Martina Giordano, laureata in scienze motore all’Università San Raffaele di Milano, campionessa italiana sui 100 metri di atletica leggera, oggi allenatrice a sua volta, racconta il suo impegno e il suo allenamento quotidiano per mantenere il suo tempo sotto i 13 secondi. E oggi può vantare un ragguardevole 12” e 90 centesimi.

Fabio Vignaroli, una carriera nel calcio professionistico nei maggiori campionati in Italia, Gran Bretagna e Grecia, oggi allena i bambini di Borgio Verezzi, nell’ambito di una struttura polifunzionale che comprende anche dei campi da tennis. E ricorda un aspetto importante: “La FIGC, Federazione Italiana Gioco Calcio, è l’unica federazione sportiva italiana che ha ancora nel nome la parola gioco. E bisogna riscoprire proprio la gioia del calcio come gioco, del divertimento da oratorio, dimenticarsi dei grandi sponsor e dei compensi multimilionari. Sono il primo io a dire che il calcio ha troppa visibilità mediatica in Italia e che ci sono tantissimi sport che meriterebbero la stessa divulgazione”.

Davide Sergo, giovanissimo tennista in serie B1, commenta: “Si può studiare, lavorare e conquistare grandi traguardi sportivi facendo tutto insieme. Non trascurate gli studi, impegnatevi al massimo. Io mi alleno anche tre ore al giorno tutti i giorni. Certo, sono scelte che impongono dei sacrifici, ma regalano anche soddisfazioni”.

Giacomo Dodino, imprenditore del turismo, giovane albergatore pietrese, è appena diventato campione Super Enduro Amatori di MTB (leggi QUI) e racconta: “Ho giocato anche a pallavolo con Federico Carle, mio amico di lunga data, ma alla fine il mio gioco preferito fin da bambino è sempre stato la bicicletta. Lo sport deve essere questo: prima di tutto gioco e passione. E poi qui abbiamo paesaggi e sentieri bellissimi”.

Pilade, della palestra Relax & Move, è un nome che nel Finalese non ha bisogno di presentazioni. Da lui si sono formati e allenati grandi atleti di tantissime discipline. Il mio messaggio è: “No alla droga, no al doping, sì allo sport pulito. Ricordiamoci tutti che abbiamo un cuore solo, che batte centomila volte al giorno, pompa migliaia di litri di sangue quotidianamente e che pulsa per 70-80 battiti al minuto. Non uccidiamolo con le nostre mani. Vedo atleti non professionisti che puntano all’eccesso nell’esercizio fisico. E non vi dico i professionisti quanto si spingono oltre. Di doping si muore. Lo sport deve far bene alla salute, non deve uccidere”.

Tiziano Glauda, allenatore presso la Cooperativa “Il Faggio”, racconta la sua esperienza: “Io sono cresciuto nel mondo del calcio ma al Faggio abbiamo tante discipline: anche basket, bowling e altro. Partecipiamo a regolari campionati e non ho mai visto alcuna differenza tra i cosiddetti ‘disabili’ e i ‘normodotati’: stesso impegno, stessa passione, stesso entusiasmo, stessa gioia negli occhi quando si gareggia e magari si vince”.

Toccante anche la testimonianza di Luisella Frumento, ballerina ipovedente, che commenta: "Lo sport regala sicurezza e fiducia in noi stessi anche nella vita di ogni giorno". E a tal proposito, il già citato Enrico Gazzola ricorda: "L'Italia è all'avanguardia a livelli mondiali, perché è stata la prima nazione a riconoscere nel ballo con disabilità non solo la disciplina wheelchair, della quale faccio parte io, ma anche i minorati della vista, i minorati dell'udito, le persone affette da sindrome di down e quelle con difficoltà relazionali".

Linda Cerruti, accolta dall’ovazione delle decine di giovanissime synchronettes presenti in sala, non soltanto è campionessa italiana ininterrottamente imbattuta dal 2012 di nuoto sincronizzato in singolo e coppia, ma agli europei di Glasgow 2018 è entrata nel Guinness dei primati portando a casa 7 medaglie in una sola competizione. Nessun altro atleta nel mondo del nuoto aveva mai fatto tanto fino a quel momento, il record precedente fu di Mark Spitz nel 1976 con sei medaglie.

Racconta Linda: “La gente mi riconosce per strada, mi chiede le foto e gli autografi, e certo questo mi fa piacere. Ma il primo consiglio che do è di non considerarsi mai arrivati, al contrario di valutare ogni traguardo come un punto di partenza. L’altro consiglio è quello di divertirsi sempre: io ho scoperto il nuoto sincronizzato da bambina perché nuotare avanti e indietro nelle vasche dritte non mi piaceva e appena ho saputo che si poteva ballare in acqua per me è stato il massimo! Senza passione e divertimento non si arriva da nessuna parte”.

La serata ha compreso anche un ricordo letto da Stefania Bonora di Settimio Pagnini, il celebre Partigiano “Otto”, mancato all’età di 94 anni. Pagnini non fu solo un eroe della Liberazione ma un grande atleta, pioniere soprattutto nella pallacanestro, che ha portato la nazionale femminile a vertici sorprendenti, ma che nella vita ha praticato anche pallanuoto, pallavolo, calcio, canoa e rugby.

Nell’ambito dell’evento, all’interno dei Chiostri, si è svolta anche, alla presenza dell’assessore Claudio Casanova, la premiazione (simbolica) del 1° Vertical Notturno della Fornace, evento non competitivo organizzato da Danilo Basso in collaborazione con Atletica Run Finale e Finalborgo.it con lo scopo di valorizzare le bellezze del territorio anche in ambiente notturno.

La serata si è conclusa con i ringraziamenti da parte della giornalista Antonella Tarsi, che ha espresso soddisfazione per gli spunti di riflessione emersi, ha ricordato ancora una volta il libro di Riccardo Gazzaniga e ha così sintetizzato lo spirito della serata: “Ricordiamoci sempre che lo sport è prima di tutto gioco, salute, relax, divertimento. La competizione viene dopo”.

Alberto Sgarlato

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