Una storia lunga e travagliata quella della Casa Ecologica in via Piave a Vadino d’Albenga. Si tratta del primo piano della palazzina che doveva andare al Comune ingauno come oneri di urbanizzazione per l’operazione immobiliare.
Da lì poi i problemi, il mancato accordo, i lavori parzialmente incompiuti seguiti poi dalla crisi che ha colpito la cooperativa che ha gestito l'operazione immobiliare fino ad arrivare all’accordo con il commissario liquidatore dr. Calogero.
In pratica il Comune acquisirà il primo piano e completerà autonomamente i lavori necessari per renderlo fruibile insinuandosi nel passivo della cooperativa per la parte rimanente della cifra che sarebbe stata necessaria al completamento dell'intervento.
Sul punto afferma il consigliere Eraldo Ciangherotti: “Il piano terra della Casa ecologia in via Piave, di fronte alla ex Caserma, oltre 800 mq, insieme ai circa 3 mila mq di standard esterni, erano previsti in cessione al Comune in cambio dell’edificabilità residenziale di quel terreno che per tanto tempo aveva ospitato il ricovero Domenico Trincheri, ma l’improvviso fallimento della cooperativa Casa ecologica dei vigili de fuoco unito ai tentennamenti e alle lungaggini di questa Amministrazione avevano fatto perdere al Comune il diritto di acquisizione delle aree al patrimonio comunale".
"Accendemmo i riflettori sulla vicenda lo scorso maggio, ci venne negato dalla giunta comunale un sopralluogo congiunto che avevamo richiesto con il dirigente dell’urbanistica, ma ciò nonostante lanciammo al sindaco Cangiano l’appello di metterci la sua preparazione legale per far sì che queste aree tornassero al Comune".
"Oggi, festeggiamo perché il commissario liquidatore dr. Calogero Terranova ha sposato la nostra tesi elaborata nella nostra commissione edilizia di Forza Italia.
Il Commissario fallimentare non può non tener conto delle obbligazioni statuite dalla convenzione a suo tempo sottoscritta nel 2006 tra Comune e Cooperativa e pertanto deve stralciare dal fallimento le aree e immobili ad uso pubblico e restituirle al Comune. Siamo contenti e soddisfatti di aver tutelato ancora una volta un bene pubblico, perché, nonostante l’attuale giunta comunale avesse preso sotto gamba dal 2014 l’urgenza di intestarsi il bene per non rimanere schiacciata dal fallimento della cooperativa, grazie a noi il Sindaco Cangiano si è sentito tallonato tanto da dare il meglio di se in punta di diritto, per come sa fare l’avvocato - conclude - Il piano terra della casa ecologia con annessi e connessi torna al patrimonio comunale per l’uso pubblico che la prossima amministrazione comunale deciderà".





















