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Attualità | 12 gennaio 2020, 11:26

Vado Ligure, alla Sat il 25% delle quote di Ecosavona: nel mirino dell'azienda il ciclo dei rifiuti

Il Comune guidato da Monica Giuliano ha ceduto la propria parte di quote della società che gestisce la discarica del Boscaccio: la Sat può ambire così ad un ruolo di rilievo all'interno di una filiera provinciale del rifiuto

Vado Ligure, alla Sat il 25% delle quote di Ecosavona: nel mirino dell'azienda il ciclo dei rifiuti

Novità per quanto riguarda la Sat (Servizi Ambientali Territoriali). Il Comune di Vado Ligure ha infatti deciso di trasferire le proprie quote di Ecosavona, la società che gestisce la discarica del Boscaccio, proprio alla Sat (che ora controlla il 25% del pacchetto complessivo).

Per la prima volta, un'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in 17 Comuni savonesi fa così il suo ingresso nella gestione dello smaltimento e del trattamento. 

Una svolta importante, dunque, che nell'ottica di una riorganizzazione del sistema di gestione rifiuti e di un un futuro Ato unico provinciale, può elevare la Sat ad un ruolo di rilievo all'interno di una filiera provinciale del rifiuto, finalizzata a creare utili da investire successivamente in impianti di valorizzazione della raccolta differenziata in gestione alle società pubbliche.

"Il voto provinciale che ha decretato l’indirizzo di un unico ambito per la gestione del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti ci pone di fronte ad una grande responsabilità - il commento di Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure - innanzitutto da parte dei Comuni che detengono partecipazioni nelle società pubbliche che oggi gestiscono pezzi di un sistema, da loro deve partire la volontà di unire le forze, di creare un unico soggetto pubblico, di includere tutti i territori e costruire un soggetto forte, vicino alle esigenze territoriali  specifiche, un nuovo soggetto in grado di sviluppare non solo un servizio di raccolta corrispondente alle diverse specificità territoriali  ma principalmente in grado di realizzare  un sistema di valorizzazione dei rifiuti differenziati, perché è lì che si gioca la vera partita, innanzitutto per renderci automi, per determinare un percorso tariffario virtuoso, per concretizzare un piano d’investimenti importante, altrimenti impossibile da sostenere finanziariamente  e da ultimo per  rigenerare una nuova economia  di consolidamento e di sviluppo occupazionale, andando oltre gli attuali numeri di addetti delle società pubbliche che attualmente operano nel settore dei rifiuti, questa è la vera sfida  in una filiera poco integrata nella nostra provincia".

"Mi auguro prevalgano queste motivazioni e non alcuni campanilismi o storture dettate da strumentalizzazioni politiche per attaccare una parte o un’altra - ha inoltre aggiunto il sindaco vadese - Vado Ligure ha impianti e società ma sa benissimo che il suo patrimonio dovrà diventare un patrimonio di tutti, non ci chiuderemo in nessun piccolo confine di etichetta, non è il nostro stile e credo di averlo dimostrato in più occasioni, basti pensare al cammino difficile e fatto in solitudine per anni di sviluppo portuale che mette a servizio di un'intera economia il territorio Vadese. Oggi ci aspetta una sfida complessa ma possibile: unire i territori attraverso un nuovo soggetto pubblico in cui i Comuni dettano il passo e le strategie senza ingerenze esterne ma dal territorio per il territorio. Dobbiamo avere una 'Visione' i cui effetti non saranno immediati, non sarà il mio mandato ad averne benefici diretti e nemmeno quello dei miei colleghi ma lasceremo ad altri un passaggio importante verso un’economia integrata anche sul ciclo dei rifiuti".

redazione

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